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Fossati, recital in musica per salvare l' ambiente

ROMA - Non dice nulla per tutto il concerto, si affida alle sue canzoni e quando non canta recita i versi dei poeti che ha amato: Giorgio Caproni, Cesare Pavese. Venerdì sera: Fossati canta "per la bellezza" nel concerto che il comitato intitolato ad Antonio Cederna ha organizzato a Roma nel Ninfeo di Villa Giulia, primo di cinque appuntamenti dedicati in altrettante città italiane al recupero di monumenti o alla difesa del paesaggio. Il cantautore genovese evita dunque discorsi "impegnativi", anche perché, spiega, "si sono ascoltate troppe scemenze durante i concerti: molto meglio fidarsi dei poeti, i quali hanno il dono di vedere le cose meglio di chiunque altro". Così facendo Fossati trasforma il suo concerto in un recital intimo che spinge i mille e 300 spettatori a soffermarsi con più attenzione sui testi delle canzoni, a cogliere il contenuto poetico di brani come Il talento delle donne o la preghiera laica Una notte in Italia. Lo accompagnano Beppe Quirici al basso, Mario Arcari ai fiati, Stefano Melone alle tastiere e Claudio Fossati alla batteria, ensemble affiatato che si cerca con gli occhi, si permette fuori programma percussivi con il sorriso sulle labbra ma evita con saggezza di superare il segno, di rompere l' atmosfera che si mantiene sempre dentro il cerchio magico creato dalla musica e dalle parole. Ivano Fossati non ama il termine "cantautore", preferendo di gran lunga la definizione di musicista, prospettiva che il prossimo disco, tutto musicale, sancirà tra l' altro in modo oggettivo. Eppure è evidente il legame tra la sua arte e quella dei poeti, con lo stesso sforzo nella ricerca delle metafore che ha segnato la canzone di De Gregori, per fare un solo esempio. Fossati inizia questo suo viaggio interiore con La pianta del tè, La vita segreta e Buontempo, ode alla serenità di una giornata di grazia, propone la saudade di Oh che sarà, versione del brano scritto da Chico Buarque, e la fa scontrare con la spruzzata di jazz di Labile e con le atmosfere rarefatte di Lindberg. Quindi, privo delle launeddas volute da De André, propone Anime salve, il pezzo scritto a quattro mani. Per Il talento delle donne legge il Caproni di Nina e della sua nuvola di cipria. Quindi, prima di due applauditi bis, propone una selezione delle sue canzoni più note, Una notte in Italia, Panama, Naviganti, I treni a vapore, Mio fratello che guardi il mondo, toccante inno alla speranza. (carlo moretti)