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ENI PUNTA SULLA NUOVA SAMIM IL PIANO DI RILANCIO E' PRONTO

ROMA Lo scontro sul riordino dell' Efim in ente minerario appare destinato ad inasprirsi. Mentre il governo, anche se con molte perplessità e distinguo, spinge in questa direzione, Iri ed Eni che dovrebbero fornire le società necessarie al riassetto, procedono per proprio conto. L' ente petrolifero di Stato guidato dal socialista Cagliari conserva gelosamente nei propri cassetti uno studio che mette ordine al settore minero-metallurgico del gruppo. E' il piano dei tecnici Eni per rilanciare la Nuova Samim, una delle società appetite dall' Efim, e un comparto in difficoltà da alcuni anni. Lo stesso Cagliari ha più volte sostenuto pubblicamente che la Nuova Samim non si tocca. Vediamo il piano nei dettagli. E' prevista la costituzione di Enirisorse, forse una subholding dell' Eni o una caposettore. Il dubbio non è stato ancora sciolto. E' certo comunque che all' interno di Enirisorse verranno inserite l' Agip Coal (carbone), l' Agip Miniere (minerali e metalli non ferrosi) e la stessa Nuova Samim che lavora i minerali. In questo modo il ciclo di produzione sarebbe completo. L' unione con il carbone - è scritto nello studio - è sinergica. Il piano dell' Eni prevede che Enirisorse si troverà impegnata ad effettuare circa 1.100 miliardi di lire di investimenti di cui 700 nella metallurgia in Italia e 400 per l' acquisto di miniere all' estero. Il fatturato della società sarà di circa 3.500 miliardi di lire con 10.000 addetti. Ad Enirisorse inoltre non mancheranno i soldi per gli investimenti. Sarà infatti la Snam a fornirli. Nel progetto la Snam entrerà nel portafoglio di Enirisorse con una quota del 49 per cento. La Snam dà evidente solidità finanziaria all' operazione. Il progetto dell' Eni è, anche se indirettamente, una critica al riordino voluto da Sergio Castellari, direttore generale del ministero delle Partecipazioni statali. Il rapporto parla di collocazione nell' ente di attività generatrici di cassa. Il riferimento alla Sme, la finanziaria alimentare dell' Iri, alla Finmeccanica e alla Stet è evidente. Le tre società comunque non bastano a risollevare le disastrate finanze dell' Efim (lo sostiene lo stesso Castellari) e sarà necessario un intervento straordinario dello Stato. Ma, sostengono i tecnici Eni, questo intervento dovrà essere almeno raddoppiato se alle attività Efim dovessero venire aggiunte quelle Ilva, Nuova Samim e Alumix che avranno nei prossimi quattro anni un fabbisogno di finanza, da reperire all' esterno, di almeno 5000 miliardi di lire. Questo significa raddoppiare l' indebitamento attuale dell' Efim a carico della finanza pubblica. Vanno inoltre aggiunti i fabbisogni per acquisire, anche se solo a valore di libro, le attività Ilva e Nuova Samim per almeno 2.500 miliardi di lire. In questo modo, fanno notare i tecnici dell' ente petrolifero di Stato, l' Efim passerebbe da un indebitamento di 5.200 miliardi ad uno di 12.700. Altro elemento preso in considerazione dagli uomini dell' Eni è la prospettiva strategica. Unendo cemento, vetro, metalli non ferrosi e acciaio in Efim si crea un fronte con attività che non presentano omogeneità di mercato. Tutte queste attività messe insieme possono arrivare a situazioni di pareggio economico o di modesto utile quando l' economia tira, il dollaro è alto ed il costo dell' energia è basso. Nel ciclo inverso tutte queste attività vanno in pesante perdita: si può arrivare anche a quota 600/800 miliardi l' anno. Nell' Efim, sostengono i tecnici Eni, non esisterebbe alcuna attività in grado di esercitare funzioni di equilibrio e di controtendenza. Nell' ente di Stato invece questi meccanismi di auto-equilibrio esistono perchè da un lato l' energia e dall' altro la chimica Enichem e la metallurgia Nuova Samim vanno in controtendenza: quando il prezzo del barile sale l' Eni fa grossi profitti mentre la chimica e la metallurgia vanno in perdita; quando il barile è basso chimica e metallurgia raggiungono invece buoni profitti. Ieri si è riunita la giunta dell' Eni. E' stato scelto il direttore del personale Sergio Cambi, dc, sponsorizzato da Pomicino e Cristofori. Luigi Baciarello è stato nominato condirettore. - di GIOVANNI SCIPIONI