Dl Genova, Renzi attacca M5S: "Avete cancellato la parola onestà in nome del condono"

video "Il vostro nemico è la realtà: vi sta mostrando il conto. Avete tradito le aspettative di Genova e la vostra storia». Così il senatore Matteo Renzi ha attaccato in Aula, al Senato, il Movimento 5 stelle nella sua dichiarazione di voto, a nome del Pd, contro il decreto Genova e altre emergenze. "C'è stato un incredibile compromesso - ha continuato l'ex premier - Forza Italia e M5S che, in nome del condono a Ischia, cancellano la parola onestà e legalità dando una chance a chi vive di abusivismo".

M5S, De Falco: "Espulsione? Io sono coerente, non dissidente, continuerò a restituire i soldi"

video "Io sono coerente, non dissidente". Così il senatore M5S Gregorio De Falco, intercettato fuori dal Senato, per la prima volta dopo il suo voto a favore dell'emendamento di Forza Italia che stringe le maglie del condono a Ischia inserito nel dl Genova, voto fuori linea rispetto a quello del suo gruppo e che potrebbe costargli l'espulsione. "Non credo - ha commentato De Falco - anche perché nessuno mi ha fatto sapere nulla". E al leader pentastellato Di Maio che aveva adombrato l'ipotesi che dietro al suo gesto ci sia la volontà di tenere tutto lo stipendio, risponde citando "Ritorno al Futuro" di Marco Billeci

Manovra, Tria sbotta con Brunetta: "Non rispondo su ipotesi". E Borghi spegne il microfono al ministro

video Al termine dell'audizione di Giovanni Tria sul Def davanti alle commissioni parlamentari, il ministro dell'Economia é stato protagonista di uno scambio acceso con il deputato di Forza Italia Renato Brunetta. Brunetta ha chiesto al ministro cosa succederebbe se lo spread toccasse quota 400 punti nel momento in cui il parlamento dovrà votare il documento che contiene le stime economiche su cui si basano le misure della prossima manovra economica. "Non rispondo su un'ipotesi", ha replicato Tria che poi ha continuato per diversi minuti la sua argomentazione. I cronisti che seguivano l'audizione sullo schermo interno di Montecitorio, però, hanno potuto osservare solo l'animato gesticolare del ministro ma non ascoltarne le parole. Il presidente della commissione Bilancio della Camera Borghi che presiedeva la seduta, infatti, ha preso l'iniziativa e spento il microfono di Tria. Un episodio che a molti giornalisti ha ricordato il precedente della conferenza stampa a palazzo Chigi dopo l'approvazione del Def, quando il ministro dell'Economia fu sottratto alle domande della stampa da parte dalla storica addetta stampa di Salvini, Iva Garibaldi. di Marco Billeci