Mirco, dalla pianura veneziana alle vette Due nuove vie aperte sui picchi del Pamir

sogniUn "gigante" (in tutti i sensi) dalla pianura alla conquista delle momtagne più alte e difficili del mondo. Il passo sembrerebbe lungo, ma per Mirco Grasso, 26 anni, di Spinea, ex cestista quasi due metri di altezza per 90 chili, probabilmente il "passo", dato anche il 47 di scarpe calzate ai piedi, non deve essere stato molto difficile.Così, dopo essere già stato eletto "King of Dolomites 2019" (contest fotografico internazionale) in due categorie e premiato nel 2018 dal Club alpino italiano per l'attività alpinistica svolta, dopo l'apertura recentissima di una nuova via sulla Marmolada, Mirco ha deciso di tentare l'impresa asiatica, partendo il due agosto scorso per il Kyrgyzstan. Un sogno, quello del Pamir e in particolare della parte kyrghyza, costellata di picchi dalle forme incredibili.E da lì è appena tornato con un nuovo trofeo in tasca: l'apertura di due nuove vie sullo Slesova Peak, una delle "montagne poroibite" del Pamir Alay: la "Rocket Donkey - Silver Wall - Kara Su - Kirghizistan 700m VIII" e "La carica dei bimbi - Avancorpo Ortotoybek - Ak Su - Kirghizistan 350m VII". «Ho affrontato questa avventura», racconta Mirco al suo rientro, «Assieme a Dimitri Anghileri, amico conosciuto durante la mia ultima Spedizione in Patagonia, e Matteo Motta, di Lecco, alla volta del Kyrgyzstan, atterrando a Osh. Dopo tre giorni di trekking, accompagnati da una decina di asini e cavalli per il trasporto dell'attrezzatura e del cibo, abbiamo raggiunto prima la valle di Kara-Su dove siamo rimasti a scalare per una decina di giorni, poi nella vicina valle di Ak-Su».Una grande soddisfazione per il giovane alpinista italiano, che, oltre alle condizioni a volte molto stressanti, ha dovuto anche "subire" in parte il "nonnismo" dei suoi due esperti compagni di avventura. «Mircone», spiegano ridendo, «è giovane, ma grande e grosso. Al primo campo si è mangiato una doppia porzione di una specie di empanada con carne di pecora prosciugando anche la ciotola della salsa piccante e ovviamente non aveva ascoltato il consiglio di portare i fermenti lattici. Le conseguenze per i quattro giorni successivi ve le lascio immaginare».Ma, malesseri a parte, l'impresa del giovane veneziano, come spiega Mirco, lascia molto di più della semplice soddisfazione sportiva e personale: «Abbiamo dato molto, abbiamo preso batoste ma anche delle belle soddisfazioni. Si può fare sempre meglio ovvio, ma questa esperienza ci ha fatto crescere sicuramente. Siamo felici e cercheremo ancora "questo" meglio nel prossimo viaggio». --Massimo Tonizzo BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI