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MESTRE. Vent'anni di differenza con il suo avversario e un ginocchio recuperato dall'infortunio, ma Mario Radic è sempre sul pezzo. In due set ha sconfitto ieri al Tc Mestre Alessandro Ragazzi, tennista del Tc Padova, mostrando la sua proverbiale grinta e quell'esperienza che lo ha reso in questi anni un re indiscusso della categoria Open. Sul campo principale del XVII Venice Challenge è finita 7-6 6-4 in un paio d'ore di ottimo tennis, in cui Radic ha mostrato tutto il suo campionario di colpi. E dire che Ragazzi era partito forte, portandosi sul 4-2 nel primo set con un break di vantaggio. Poi il croato residente a Spinea, e maestro allo Sporting Mestre, ha schiacciato il piede sull'acceleratore, facendo il contro-break mentre Ragazzi serviva per chiudere il set. E si è poi finiti al tie-break, chiuso 8-6 da Radic trovando nuova linfa per la seconda partita, poi chiusa con regolarità sul 6-4.«È stato un buon esordio, soprattutto perché arrivavo da un'estate travagliata per il ginocchio infortunato» ammette il vincitore di questa sfida valida per gli ottavi di finale del tabellone principale maschile. «Lo ammetto: per me giocare al Tc Mestre è speciale, perché ho trascorso tanti anni a insegnare, e cinque anni fa avevo giocato l'Atp Challenger in doppio. L'emozione la sento e l'ho sentita anche stavolta, anche per la presenza di amici e compagni di circolo corsi a vedermi. Ho sofferto un po' il rimbalzo alto delle palline, e l'avvio rapidissimo di Ragazzi. Poi ho preso le misure ed è andata bene. Non so cosa sarebbe potuto succedere se fossimo andati al terzo set». Il successo di Mario Radic apre le porte a un quarto di finale, oggi, che è ormai un classico dei tornei Open veneti. Ad attenderlo ci sarà infatti Marco Speronello. «Abbiamo giocato assieme proprio la finale dell'Open di Rovigo la scorsa settimana», spiega Radic, «ci conosciamo a memoria, sappiamo i reciproci punti deboli e le nostre sfide sono sempre state belle e interessanti tecnicamente. Non so cosa potrà succedere, anche se Marco è in grande forma e questa, per lui, è stata una stagione esaltante con dodici successi negli Open disputati. Abbiamo dieci anni di differenza, in suo favore, ma non ne voglio sentir parlare di smettere. Sono portatore sano di tennis, mi diverto da pazzi, e alla fine la mia famiglia lo ha capito e mi segue ovunque. Hanno tanta pazienza, però è una gran cosa poter condividere con chi ami questa mia passione sportiva. Questa estate ho vinto a Dolo, a causa dei problemi al ginocchio, ma ho disputato solo tre tornei Open, a parte il campionato Over 35 con il Ca' del Moro, in cui ci siamo confermati con lo scudetto per il terzo anno di fila. In via Olimpia ci sono le condizioni di ideali per fare nuovamente qualcosa di bello» . --Simone Bianchi