Decolorazione errata parrucchiera licenziata il giudice la reintegra

marcon. Licenziata con l'accusa di aver sbagliato a decolorare i capelli a una cliente ed averle poi offerto un buono per l'errore, senza aver chiesto alcuna autorizzazione al titolare: parrucchiera riassunta dal tribunale del lavoro. È l'aprile del 2018 quando alla donna, con contratto a tempo indeterminato in un salone di Marcon, arriva una contestazione disciplinare. A giugno scatta il licenziamento disciplinare. Un provvedimento, questo, basato essenzialmente sul presunto errore commesso sui capelli della cliente e sull'emissione di un buono del valore di 75 euro, a fronte di una spesa di 65 euro, senza prima parlarne con la proprietà.La parrucchiera ha impugnato il licenziamento davanti al giudice del lavoro, contestando il fatto che fosse stata lei ad effettuare il trattamento di decolorazione dei capelli sulla testa della cliente. «È stata una mia collega», si è difesa la donna. «Quand'anche il fatto contestato fosse effettivamente ascrivibile all'operato della ricorrente, comunque lo stesso non potrebbe consentire il licenziamento», scrive la giudice del lavoro Barbara Bortot nella sentenza che è stata depositata qualche settimana fa, precisando che «L'errore nell'esecuzione della prestazione costituisce un'ipotesi di recesso del datore di lavoro per notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore». E ancora: «Un singolo errore non è fatto idoneo in astratto a giustificare il licenziamento (...) Men che meno può costituire motivo di recesso il rilascio del buono spesa, che trova fondamento nella volontà della lavoratrice di riparare al preteso errore».Su queste basi, la decisione della giudice del lavoro: il licenziamento è illegittimo e va annullato, mentre il datore di lavoro è condannato a reintegrare la parrucchiera nell'organico e a pagarle un'indennità risarcitoria commisurata all'ultima retribuzione dal giorno del licenziamento all'effettivo reintegro, con un limite di dodici mensilità. --Rubina Bon BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI