«Non dovete piangere Ceci amava ridere» Lo struggente addio del papà alla figlia

Marta ArticoSPINEA. «L'ultima immagine che ho di quella maledetta domenica è di Ceci che si carica sulle spalle il fratello, che non voleva scendere in spiaggetta perché c'erano i granchi e i paguri, l'immagine di loro due assieme. Adesso non piangete, a Cecilia piaceva sorridere, è dura per tutti ma ricordiamoci del suo sorriso». Papà Roberto Piva ha preso la parola ieri pomeriggio davanti al feretro inondato di rose bianche, per dare l'addio alla sua Cecilia, mancata troppo presto in un giorno di sole durante quella che doveva essere una gita. La chiesa di Santa Bertilla era straripante di amici, compagni di scuola, allenatori, insegnanti. La Sinergy Volley Venezia tra i primi banchi, le atlete con la maglietta gialla, ma anche i compagni di basket del fratello. Quando il feretro è arrivato nel grande piazzale, erano tutti là, ad attendere la bara. Le compagne di volley hanno sfilato fino all'altare, poi ognuna di loro ha adagiato sul feretro una rosa bianca. Sopra, in mezzo ai fiori, il pallone colorato e la maglietta blu numero 15, quella delle partite.Don Riccardo Zanchin ha dato la parola agli amici prima dell'inizio delle celebrazione. Il papà ha raccontato alcuni aneddoti di Cecilia: «Ricordo quando aveva solo 4 anni, eravamo sul Conero, a bordo piscina di ritorno dalla spiaggia: Ceci ha fatto il tuffo con la capriola e poi tutta la vasca sott'acqua, lei era così, lo faceva anche in barca». Poi quell'ultima immagine: il fratello che non vuole scendere dal barchino, lei che lo carica sulle spalle. Il padre ha chiesto a tutti di ricordarla sempre con il sorriso. Il sacerdote ha raccontato Cecilia "fingendo" di scriverle una lettera affettuosa in prima persona: «Cara Cecilia, te ne sei andata in fretta tragicamente e chi ti vuole bene non si dà pace, in particolare mamma Martina, papà Roberto e tuo fratello. Chiedo a te, Cecilia, di pregare per loro e far sentire la tua consolazione nei loro cuori. Il tuo carattere sensibile, solare, a volte irruento ed esplosivo ti ha fatto costruire tanti legami, tutti qui. Anche il tuo telefonino ha continuato a ricevere moltissimi messaggi di coetanei dopo il tuo addio. Ecco, dal cielo manda nel cuore dei tuoi amici un messaggio che segni il loro cuore, dì loro che la vita è importante e che va preservata amata e coltivata. Ho conosciuto la tua dimensione esteriore ma anche quella spirituale, i tuoi sogni, ansie, dolori, preoccupazioni e sofferenze». Alla famiglia: «Oggi tutti e tre in cielo avete un angelo che prega per voi». Fuori dalla chiesa un lancio di palloncini bianchi. Alla funzione, con la fascia tricolore, una rappresentanza istituzionale dei Comuni di Mirano, Spinea, Martellago e Venezia. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI