Morta per il colpo in testa subìto nella caduta A Spinea fissati i funerali

Se ci potrà mai essere una piccola consolazione nell'immane tragedia che ha portato alla morte della piccola Cecilia Piva, è che la dodicenne non ha sofferto: prima di essere straziata dall'elica, a farle perdere immediatamente conoscenza - e ad ucciderla - è stato un fortissimo trauma cranico. Lo ha stabilito ieri l'autopsia effettuata dalla medico legale Barbara Bonvicini, su incarico del pubblico ministero Fabrizio Celenza, che sta indagando sull'incidente nautico: a provocare la morte della ragazza, sbalzata in acqua nell'impatto della barca condotta dal padre contro una briccola - domenica pomeriggio davanti all'isola di Sant'Erasmo, dopo aver incrociato un battello turistico - è stato il fortissimo colpo ricevuto alla testa, prima ancora dei profondi tagli al braccio e alla schiena, provocati dall'elica che l'ha poi travolta. La medico legale non è stata in grado di stabilire se Cecilia sia stata sbalzata con violenza contro la briccola o se il trauma al capo sia stato provocato dall'impatto con lo scafo della barca, ma quel che è certo, è che questa sia stata la causa della morte della ragazza, in pochissimo tempo.Proseguono così passo dopo passo gli accertamenti della Procura nell'inchiesta che vede indagato per omicidio colposo il padre della dodicenne, Roberto Piva, che - in una mail alla Capitaneria di Porto, che sta ricostruendo l'incidente - si è voluto assumere la responsabilità della tragedia, per aver permesso alla figlia di sedere a prua della barca, senza prevedere il rischio, in una bella giornata trascorsa in laguna. Un comportamento comune a molti, ma che per Cecilia si è rivelato fatale. I suoi legali - gli avvocati Compagno e De Cesare - non hanno nominato un proprio consulente per l'autopsia, ma si riservano di farlo per ricostruire la dinamica dell'incidente.Si svolgeranno con molta probabilità a Spinea, nella chiesa parrocchiale di San Vito e Modesto, i funerali della piccola Cecilia. La famiglia ha dovuto attendere il nulla osta della magistratura - che è arrivato ieri, dopo l'autopsia - e adesso può fissare la data dell'ultimo saluto, che sarà stabilita in queste ore. La bimba frequentava la scuola media statale Ungaretti, a due passi dal municipio e il prossimo anno sarebbe andata in seconda. Saranno in moltissimi a darle l'addio terreno e a stringersi attorno ai famigliari, la mamma Martina e il papà Roberto. Le tante persone che con lei hanno condiviso un pezzo di vita, troppo breve ma intensa. Ci saranno i compagni di scuola, le compagne di pallavolo, le società che la seguivano, la Sinergy Volley Venezia, la Asd Pallavolo Spinea. Cecilia era conosciuta a Mira, doveva aveva vissuto la famiglia, a Spinea dove frequentava le scuole, ma anche a Marghera dove si recava spesso e a Mirano, dove si allenava con le compagne e amiche. Anche il Comune parteciperà al lutto, con la bandiera a mezz'asta in segno di vicinanza alla famiglia in un momento di dolore. --M.A.-R.D.R. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI