Travolto e ucciso da un'auto muore pensionato di 73 anni

Giovanni CagnassiSAN DONà. Ciclista travolto da un'auto in via Tronco, vicino al depuratore. È morto sul colpo ieri mattina intorno alle 9.30 Mario Scomparin, 73 anni, residente poco distante, in via Tabina nella frazione di Isiata. Era in sella alla sua bicicletta quando, per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale, è stato colpito da una Fiat Panda dell'Asi che proveniva dalla direzione opposta, nei pressi dell'incrocio con la strada di servizio che costeggia la variante. L'impatto è stato fatale per il ciclista, sbalzato dalla sella e piombato sull'asfalto in fin di vita.L'allarme è stato lanciato immediatamente e sul posto sono giunti i sanitari del 118 e l'elisoccorso del Suem di Treviso che ha sorvolato la zona in attesa di poter trasportare d'urgenza il paziente negli ospedali di Mestre o Treviso. Ma l'anziano è spirato poco dopo l'incidente stradale. È rimasto immobile a terra, ormai senza vita. In breve tempo la notizia dell'incidente si è sparsa nella zona dove tutti si conoscono. La polizia locale di San Donà è arrivata poco dopo per i primi accertamenti e la ricostruzione della dinamica, ora al vaglio del comando di via Ungheria Libera. I mezzi della carrozzeria Piave hanno infine portato via sia l'auto sia la bicicletta di Scomparin, veicoli che sono ora sotto sequestro e a disposizione del magistrato, così come la salma. Scomparin, da tempo in pensione, viveva in via Tabina con la moglie Franca, dalla quale aveva avuto due figli. Una famiglia molto unita e conosciuta in questa zona.Ieri, dopo l'incidente, il comandante della polizia locale di San Donà, Marino Finotto, si è recato di persone a informare la moglie e i figli del tragico decesso. Un momento di immenso dolore per questa famiglia che ha perso un punto di riferimento importante. Per Mario, un tragico destino che aveva già accompagnato il fratello, Dino, travolto e ucciso in bici da un'auto, che poi era fuggita ed era stata rintracciata, nel '96. Ora si attende il nulla osta della magistratura per liberare la salma e fissare la data dei funerali. Gli amici e conoscenti lo ricordano con nostalgia e commozione, perché era un uomo mite e sereno, che amava la vita all'aria aperta e viveva in armonia con le persone, scambiando qualche parola sempre con estremo rispetto e cortesia. Amava le pedalate con la sua inseparabile bicicletta, in sella alla quale ha trovato purtroppo la morte. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI