Bevilacqua La Masa, sì a consulenti esterni

In merito al dibattito provocato dall'amico Nico Stringa sulla situazione attuale della Fondazione Bevilacqua La Masa mi sento in dovere di aggiungere qualche nota di approfondimento.Ho collaborato con la Bevilacqua nei differenti ruoli: di consulente, durante la presidenza di Luca Massimo Barbero - dal 1998 al 2002 - e di curatore in occasione della mostra: Atelier Venezia, gli studi della Bevilacqua La Masa, nel febbraio dello scorso anno. In periodi diversi e con differenti amministrazioni comunali mi sono dunque ritrovato ad affrontare le medesime problematiche: poco personale e scarsi finanziamenti per la realizzazione di un programma culturale adeguato al prestigio dell'istituzione.Negli anni della presidenza Barbero, questi problemi venivano in parte risolti dall'affluenza di sponsorizzazioni che hanno permesso la realizzazione di importanti mostre a livello internazionale: Basquiat a Venezia; Frida Khalo; Joseph Beuys; Sonia Delaunay; l'omaggio alla figura del critico Giuseppe Marchiori e la significativa mostra dedicata al Centenario dell'Istituzione con la pubblicazione del regesto dettagliato dei Cento Anni delle Mostre Collettive. Tutte queste attività hanno decisamente portato una grande visibilità sia di pubblico che di critica all'istituzione veneziana.Nel periodo intercorso tra la presidenza Barbero e l'attuale gestione Bernardi - senza nulla togliere alla qualità delle proposte espositive realizzate negli ultimi 15 anni - la gestione precedente ha comunque contribuito a restringere l'affluenza del pubblico, deviando l'offerta culturale verso un target "esclusivo" e più mirato agli addetti ai lavori dell'arte contemporanea.Ora, fermo restando le problematiche relative al personale e ai finanziamenti inadeguati e in un periodo come quello attuale dove è molto più difficile di allora reperire sponsorizzazioni, concordo pienamente con Nico Stringa in merito alla possibilità di coadiuvare l'attuale dirigenza della Bevilacqua con la figura di qualche consulente esterno, naturalmente a livello gratuito, utile a pianificare insieme la programmazione culturale dell'istituzione in rapporto anche all'attività di reperire eventuali sponsorizzazioni.Detto questo, a mio avviso, l'attuale direttivo della Bevilacqua ha contribuito però a riportare la gente in galleria a San Marco e a Palazzetto Tito con alcune mostre, quelle tra l'altro già citate nel suo intervento da Giovanni Granzotto che hanno decisamente risvegliato l'interesse del pubblico.Un altro punto a favore è l'attenzione che l'istituzione dedica ai giovani artisti degli atelier, gli studi, a San Stae e alla Giudecca, sono aumentati di numero e i giovani ora vengono invitati ad esporre nelle mostre realizzate durante il periodo della Biennale, questo anche per adempiere alle volontà di Felicita Bevilacqua: "A profitto specie di giovani artisti ai quali è spesso interdetto l'ingresso nelle grandi mostre".Restare in equilibrio tra la tradizione e l'innovazione è certamente l'obiettivo principale che deve perseguire la Fondazione Bevilacqua La Masa nel ruolo congiunto di Vetrina e Officina dell'arte moderna e contemporanea. E per adempiere a questi propositi sono necessarie due qualità determinanti: passione e competenza.* Storico dell'arte e curatore consulente per il Museo del Paesaggiodi Torre di Mosto