Il progetto nuovo ospedale piace a Cereser e Zoggia

Giovanni Cagnassi / SAN DONÀNuovo ospedale per San Donà e Jesolo, i sindaci del Basso Piave e litorale chiedono alla Regione di decidere e presentare una proposta finalmente concreta. Ma la Regione invita la Conferenza dei sindaci a decidere dove e quando. Siamo ancora al rimpallo, anche se passi avanti sono stati compiuti. Oggi il territorio ha compreso che la via da percorrere è quella di un ospedale nuovo tra Jesolo e San Donà, che potrebbe essere a Caposile o Passarella a quanto pare, mantenendo un presidio contro le fughe in Friuli a Portogruaro e un pronto soccorso di eccellenza sul litorale, magari con una riabilitazione privata al lido. Ecco perché non si parla più di ospedale unico. Fermo restando che, per il momento, la casa di cura Rizzola a San Donà non si tocca, nonostante dalla Regione i consiglieri regionali Francesco Calzavara e Fabiano Barbisan hanno ventilato l'ipotesi che non sia più considerata tra le strutture pubbliche. Ieri i sindaci di San Donà, Andrea Cereser, e Jesolo, Valerio Zoggia, si sono incontrati nel corso di una convocazione del Consiglio Metropolitano a Venezia. E hanno discusso anche di ospedale unico. Entrambi appaiono convinti della necessità di un nuovo ospedale per il territorio, ma i primi cittadini alle sponde opposte del Piave invitano la Regione a presentare una proposta. «Chi non vorrebbe un nuovo ospedale», hanno commentato in piena sintonia, «l'interesse c'è, chiaramente, e aspettiamo una proposta concreta dall'azienda sanitaria o dalla Regione». Ma il vice governatore Gianluca Forcolin non è convinto di questa impostazione e invita i sindaci a farsi avanti. «Mi fa piacere che i sindaci Cereser e Zoggia», risponde Forcolin, «siano convenuti sul fatto che il territorio ha bisogno di un nuovo ospedale. Ma non possiamo essere noi a togliere le castagne dal fuoco e come ha chiesto il presidente Zaia, la Conferenza dei sindaci per la sanità deve esaminare la questione e farci una proposta concreta». Ora il rischio è quello del metodo e dell'iter da seguire. Nell'indecisione potrebbero passare altri mesi se non anni. Un film già visto, con la Regione che aspetta la prima mossa e i Comuni che fanno altrettanto. I prossimi mesi saranno allora decisivi purché qualcuno decida di formalizzare la proposta in un periodo storico che rappresenta davvero un'opportunità per il territorio, forse ancora migliore rispetto a quando si parava di ospedale unico. Si è parlato anche di ingresso di Quarto d'Altino nell'Usl 4, a ulteriore rinforzo, addirittura di Marcon. Ipotesi finora smentite ufficialmente o per lo meno rinviate quando il progetto avrà preso una strada più sicura. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI