Argini del Piave, cosa ha fatto la Regione

Qualche precisazione rispetto a quanto uscito sulla "Nuova Venezia" il 24 agosto scorso in un articolo dal titolo "Argini del Piave in degrado - Regione ancora sotto accusa". Premesso che sono totalmente in accordo con la necessità di provvedere a liberare da tutta la vegetazione invasiva le sezioni di deflusso idraulico del Piave, come per gli altri corsi d'acqua, rilevo che le questioni sono sostanzialmente due: una tecnica e una gestionale amministrativa. In ordine alla questione tecnica informo che, diversamente da quanto scritto, la direzione operativa della Regione ha eseguito negli ultimi due anni svariati interventi di eliminazione della vegetazione, e altri sono programmati.Ecco un quadro sintetico. Taglio alberi dal 2016. Comune di Jesolo: sono state eliminate tutte le alberature sul corpo arginale in dx dal ponte di Eraclea fino alla piazza del granatiere di Cortellazzo. Comune di Eraclea: sono state eliminate tutte le alberature sul corpo arginale in sx dalla rotonda del ponte (Via Anafesto) fino al ponte di barche e in prossimità del deposito di materiali inerti Comune di Fossalta di Piave: sono state eliminate tutte le alberature sul corpo arginale in dx dal ponte dell'autostrada fino al confine con Musile di Piave. Comune di Musile di Piave: sono state eliminate tutte le alberature sul corpo arginale in dx fino dal confine con Fossalta di Piave fino al ponte della Vittoria. Comune di San Donà di Piave: sono state eliminate tutte le alberature in sx nel centro del capoluogo dove sulla sommità arginale si sviluppa la strada provinciale.Attività di sfalcio nell'anno in corso. Maggio-giugno 2018: comune di Noventa di Piave: dal ponte dell'autostrada fino a Ca' Memo e sommità a Romanziol. Comune di Musile di Piave: tratto in prossimità del capoluogo fino al ponte della Vittoria SS13. Comune di San Donà di Piave: nel centro del capoluogo dove sulla sommità arginale si sviluppa la strada provinciale. Agosto 2018: comune di Noventa di Piave: tratto centrale del capoluogo. Al riguardo si precisa che il taglio alberature viene effettuato esclusivamente sui corpi arginali demaniali in quanto le golene sono in prevalenza di proprietà privata. L'obbligo di tenere libere da ogni arbusto le fasce di rispetto idraulico dei quattro metri dal piede dell'argine, nonché le aree golenali di libera espansione delle piene, è in capo ai proprietari dei terreni.Passando ora alla questione gestionale amministrativa, le problematiche connesse agli interventi di taglio degli alberi lungo il basso corso del fiume Piave dovrebbero ormai essere ben note . In particolare gli amministratori locali, presenti agli incontri di cui al Contratto di Fiume del basso Piave sono ben consapevoli delle problematiche che rendono difficoltosi certi interventi. Nel marzo del 2018 si è svolto un incontro presso la sede del Bim di San Donà di Piave, presenti i rappresentanti delle Amministrazioni comunali del territorio del tratto interessato dalla gestione dell'ufficio regionale di Venezia, per affrontare i temi e ipotizzare le azioni da intraprendere per procedere al taglio delle piante invasive. In quella occasione il sottoscritto ha illustrato gli interventi regionali spiegando che questi sono limitati alla proprietà demaniale, non potendosi accedere nelle aree private con uomini e mezzi. La Regione ha infatti provveduto negli ultimi anni a liberare dalle alberature estesi tratti di arginature e fasce di rispetto idraulico restituendo alle Opere Idrauliche la loro funzione primaria, sempre e comunque fuori dalle proprietà private. Nell'occasione dell'incontro di marzo si è ipotizzato un percorso virtuoso e condiviso con le Amministrazioni, volto a promuovere gli interventi di taglio nelle aree private evitando provvedimenti di carattere sanzionatorio, a mezzo di ordinanze sindacali verso i privati. La struttura regionale, per parte sua, si è dichiarata disponibile ad attivare le proprie maestranze forestali per intervenire in modo massiccio al taglio della vegetazione anche nelle aree private. Naturalmente a fronte di questo impegno si è chiesto ai Comuni di assicurare l'accessibilità alle proprietà private, facendosi promotori presso i propri cittadini per l'ottenimento delle autorizzazioni, e di contribuire all'allontanamento dei materiali vegetali di risulta. Da parte sua proprio il Bim si era impegnato a fornire un puntuale censimento catastale delle proprietà.A distanza di cinque mesi la Regione è tuttora disponibile ad attivare le proprie squadre forestali per portare avanti il perseguimento del fine condiviso, non appena ci sarà assicurata la possibilità di intervenire nelle aree private grazie all'interessamento delle Amministrazioni e del Consorzio Bim Basso Piave. La Regione, in conclusione, ha svolto il proprio compito ove consentito e anzi si è fatta promotrice della suddetta proposta, non ancora attuabile per cause non certo imputabili alla Regione stessa.Ingegner Salvatore Pattiresponsabile direzione operativaRegione del Veneto