Arresti domiciliari negati il "riciclatore" sta zitto e in cella

Cristina Genesin / PADOVA«Pensa che ha tutto questo studio che lavora, una roba impressionante, è un uomo che guadagnerà 3, 4 milioni di euro all'anno forse anche di più... Lui ha tutto un giro di questi, lì a Lugano, perché poi stando lì negli anni si conoscono l'uno con l'altro, dove per mettere i soldi da una parte in nero, cioè sottobanco, gli stornano dei soldi». Chi parla è Alberto Vazzoler, dentista-finanziere d'assalto di Musile di Piave che, ignaro di essere intercettato, l'1 dicembre 2016 al suo interlocutore fa un ritratto del socio in affari, il 52enne Marco Remo Suardi, in carcere dal 25 maggio.Ancora in cellaE chi è Suardi? Bergamasco e ufficialmente gestore di un importante fondo d'investimento con uffici a Lugano, in realtà insieme a Vazzoler è cervello e manovratore di una holding criminale specializzata nel riciclaggio transnazionale. Ovvero nel dare una mano ai grandi evasori del nostro Paese (imprenditori, liberi professionisti e gestori di cooperative di nome e non di fatto) per riportare in Italia il "nero" accumulato nelle banche svizzere al riparo dal Fisco italiano. Dal 25 maggio è l'unico rimasto ancora dietro le sbarre, mentre i complici si sono conquistati gli arresti domiciliari. Come? Raccontando, se non tutto, almeno una parte degli affari sporchi che li hanno fatti finire sotto inchiesta. Anche lui ha chiesto quella misura cautelare più lieve (i domiciliari da scontare a casa della madre), ma è rimasto sempre zitto. E il tribunale del Riesame di Venezia ha bocciato e rispedito al mittente la domanda. Compresa la revocare dell'ordinanza di custodia cautelare.inchiesta fotocopiaSecondo il Riesame non c'è tanto il pericolo di fuga a carico di Suardi. Piuttosto c'è il rischio che continui a macinare soldi con il riciclaggio di danaro prodotto dall'evasione altrui. E che cerchi di inquinare le prove raccolte contro di lui. Del resto il 52enne residente a Lugano è personaggio noto alle cronache, essendo già stato spedito agli arresti domiciliari nell'ambito di una recente inchiesta della procura di Firenze denominata "Ricchi e felici". Sempre per la stessa storia di una organizzazione al servizio di insospettabili imprenditori che riempivano di danaro contante zainetti e valigette di "spalloni" ai suoi ordini, pronti a partire per la Svizzera o il Principato di Monaco. E, una volta arrivati a destinazione, capaci di depositare in conti correnti d'oltralpe quel danaro (frutto del "nero" aziendale) prima di indirizzarlo verso qualche paradiso fiscale. Suardi è sospettato di essere il regista della banda con un complice: tutti e due colletti bianchi (quest'ultimo un consulente finanziario milanese). Bianchi e tanto "sporchi".Professionista del riciclaggioEcco la conclusione del Riesame: se Suardi tornasse libero (o quasi) potrebbe riprendere a rifare il suo mestiere. E il suo mestiere - come aveva scritto il gip padovano Cristina Cavaggion nell'ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm Roberto D'Angelo - era quello di svolgere attività di riciclaggio. Peggio di macchiarsi di «condotte criminose di riciclaggio poste in essere con continuità e in una prospettiva di prosecuzione a tempo indefinito... attività professionale e lavorativa cui i sodali (oltre a Suardi, Vazzoler e altri 4 indagati) rivolgono completa dedizione». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI