Aperti a Ferragosto È rabbia sindacati «Nulla è cambiato se non a parole»

Marta Artico / MESTRENonostante le promesse del ministro del Lavoro Luigi di Maio alla richiesta di incontro avanzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per mettere mano alla deregulation del commercio e al decreto Monti partorito durante la crisi, domani, Ferragosto, sarà una giornata di tutto aperto, aria condizionata al massimo, pinguini in saldo, sconti e stratagemmi di ogni genere per catalizzare le famiglie nei templi dello shopping. I sindacati uniti fanno sentire il proprio mal di pancia e si appellano ai lavoratori chiedendo loro di astenersi e far valere il diritto alla festività. Ma andiamo con ordine. Per chi rimane in città o non se la sente di fare coda per andare al mare o ai monti magari solo qualche ora, i centri commerciali della città e della Provincia - e molte catene di iper e supermercati piccoli e grandi - saranno aperti da mattina a sera, o anche solo mezza giornata. A non essere molto felici sono i lavoratori delle grandi catene e dei negozi che si trovano all'interno dei giganti del commercio, costretti a presidiare la cassa. APPELLO DEI SINDACATIUnitario l'invito di Fisacat Cisl, Uiltics Uil e Filcams Cgil ai lavoratori: «Il giorno di festa sia dedicato alle relazioni familiari e sociali pertanto gli esercizi commerciali restino chiusi e comunque il lavoro festivo sia riconducibile alla esclusiva volontarietà della prestazione espressa dal lavoratore». Il messaggio è chiaro. "La Filcams" spiega una nota «continua ad essere convinta che il decreto Salva Italia introdotto dal Governo Monti che ha eliminato qualsiasi vincolo alle aperture di negozi e centri commerciali, debba essere modificato. La nostra richiesta di avvio di un confronto al Ministro di Maio è rimasta inascoltata e intanto ci si avvicina alla festività di Ferragosto, durante la quale molti lavoratori si ritroveranno a dover garantire la copertura di un ulteriore turno di lavoro». Da qui l'appello delle categorie per bocca dei segretari regionali Margherita Grigolato (Filcams), Maurizia Rizzo (Fisascat) e Luigino Boscaro (Uiltucs), i quali invitano i lavoratori a incrociare le braccia e godere del riposo di diritto, dal momento che non si tratta di una domenica ma di una festività, che prevede l'astensione volontaria. I sindacati fanno pressing sul Governo, che ancora non ha fatto quanto promesso.TUTTI APERTII centri commerciali di cui la nostra provincia pullula, hanno in serbo occasioni, offerte, ma anche intrattenimento per invogliare le famiglie con bimbi al seguito a fare un giretto e mangiare un gelato. Le feste comandate per lavoratori del mondo del commercio continuano a essere un miraggio. Il centro commerciale Auchan di Mestre, sarà aperto da mattina a sera. Stesso copione vale per il centro commerciale Valecenter di Marcon, a sole due uscite di tangenziale. La Nave del Vero di Marghera, l'ultimo centro commerciale a nascere in ordine di tempo, sarà aperta così come la piazza De Vero, dove si tengono gli eventi, mentre la CoopandCoop all'interno del Centro, rimarrà chiusa. E chiusa sarà anche la Coop Campo Grande di via Pionara. Rare eccezioni nel settore. Aperto il Panorama, sempre a Marghera e aperte molte medie strutture di vendita che gravitano attorno ai centri commerciali. Nel cuore di Mestre, sarà invece chiuso, mosca bianca, il centro Le Barche, così come ha fatto l'anno passato. Aperti in provincia il Centro commerciale Adriatico 2 e ovviamente l'Outlet Designer di Noventa di Piave, che strizza l'occhio al mal tempo (almeno una pioggia passeggera) per fare il pienone e catalizzare i turisti delle spiagge.IPERMERCATISaranno aperti domani non solo i centri più grossi, ma anche molte catene alimentari. Aperto Iperlando nella maggior parte dei Comuni, aperta l'Alì di Mestre e di Favaro, aperto Interspar, sia di via Torino che della zona Auchan. Aperta in diversi comuni la Pam e saracinesche alzate anche per i market più piccoli, la maggior parte solo al mattino. Chi si dimentica l'ingrediente dell'ultimo momento, potrà recarsi anche nelle attività "etniche", dai negozi di frutta e verdura al macellaio al rivenditore cinese di Mestre. A chiudere, invece, bar e ristoranti, la maggior parte dei quali ha annunciato un giorno di riposo. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI+