Nel 2018 sono 57 i femminicidi Una violenza che non si ferma

Sono tanti, troppi i femminicidi che si sono susseguiti negli ultimi anni e che hanno lasciato una lunga scia di sangue e di dolore, distruggendo famiglie e spezzando vite. L'estate scorsa fu uccisa Anastasia Shakurova, classe 1987, trent'anni compiuti, arrivata nella terraferma mestrina da Mosca con una laurea in Scienze dell'economia e della gestione aziendale e una specializzazione in gestioni anticrisi. Shakurova era incinta e fidanzata con Biagio Buonomo, l'uomo che amava e al quale stava per dare un figlio. Nella notte tra il 17 e il 18 giugno 2017 i due fidanzati furono uccisi da Stefano Perale, docente di inglese mestrino che passerà il resto della vita in carcere. Il professore d'inglese, ossessionato dalla ragazza, aveva attirato la coppia in casa sua a Mestre per una cena. Poi aveva stordito i suoi ospiti con del veleno e li aveva uccisi. L'esito dell'autopsia confermò che l'assassino la tramortì con il cloroformio, poi uccise il fidanzato e, mentre la stuprò, infine, la finì soffocandola. A luglio, sempre dell'anno scorso, un altro femminicidio, questa volta a Musile di Piave. Vittima dell'ennesimo delitto nei confronti di una donna fu Maria Archetta Mennella di 38 anni, uccisa per mano del suo ex marito, Antonio Ascione. L'uomo la aggredì con un coltello in un impeto di folle rabbia, procurandole diverse ferite sul corpo e non lasciandole via di scampo. La coppia abitava in un appartamento al piano secondo di una palazzina a Musile di Piave, la donna era originaria di Torre del Greco ma si era trasferita nel veneziano, lavorava all'Outlet di Noventa e aveva due figli di 9 e 15 anni. Il marito all'alba, quando ancora l'ex moglie si trovava a letto, infierì su di lei con diverse coltellate prima di chiamare i carabinieri e confessare il delitto con poche parole. Dall'inizio del 2018 nel nostro Paese si contano 57 casi di donne uccisa (dati da www.inquantodonna.it, sito che studia il fenomeno in Italia), in pratica 8 al mese, due alla settimana. Nei giorni scorsi, proprio nei comuni del Miranese, è partita la campagna contro la violenza alle donne "Lotto per tutte Pane Quotidiano", finanziata dalla Regione e promossa dalla Commissione Intercomunale di Pari Opportunità. Sei i panifici aderenti del territorio che distribuiscono i sacchetti del pane con la scritta "Per molte donne la violenza è il pane quotidiano" con il numero di telefono dei tre centri Antiviolenza promotori della iniziativa tra cui il Centro Antiviolenza Sonia di Noale 349. 2420066. Un'idea semplice, ma efficace, veicolare un messaggio con un sacchetto di carta per il pane e fare in modo che migliaia di donne possano leggere numeri salvavita. --M.A.