Il Nobel Vargas Llosa in cattedra a Ca' Foscari

Nuovo appuntamento per il ciclo Premi Nobel in cattedra a Ca'Foscari, in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell'ateneo. Lunedì 4 giugno all'Auditorium Santa Margherita sarà ospite Mario Vargas Llosa, scrittore peruviano naturalizzato spagnolo, vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 2010 per «la propria cartografia delle strutture del potere e per la sua immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo», primo scrittore di origine peruviana a vincere questo riconoscimento. Allo scrittore Llosa sarà anche conferita dall'ateneo la Ca' Foscari Honorary Fellowship che lo nomina membro onorario del corpo docente dell'università. Saranno presenti, tra gli altri, il rettore Michele Bugliesi, il presidente Associazione Italiana Studi Iberoamericani Dante Liano, la docente di Lingua e Letterature Ispanoamericane a Ca' Foscari Susanna Regazzoni. La lectio magistralis si terrà in lingua spagnola. Non è previsto il servizio di traduzione.Mario Vargas Llosa nasce ad Arequipa, Perú, nel 1936 in una facoltosa famiglia borghese. Compì studi universitari umanistici in diritto e letteratura, e iniziò l'attività letteraria nel 1957 mentre lavorava come giornalista; autore di importanti opere della letteratura latino-americana come i romanzi "La città e i cani" e "La Casa Verde" e i drammi "La signorina di Tacna" e "Kathie e l'ippopotamo", è considerato tra i maggiori scrittori in lingua spagnola del Novecento. Inizialmente di ideale politico comunista e ammiratore di Fidel Castro, con il tempo si è attestato su posizioni neoliberiste in economia e di liberalismo classico in politica, tanto da essere stato il candidato presidente della coalizione di centro-destra alle elezioni generali 1990 in Perù; sconfitto dal centrista indipendente Alberto Fujimori, che poi attuò un colpo di Stato, decise di lasciare il Paese e di chiedere la cittadinanza alla Spagna, in cui già da tempo lavorava. Tra i suoi romanzi "Conversación en la Catedral", nel 1969, una dura analisi della vita politica e sociale del proprio Paese in cui il figlio di un ministro indaga, insieme al suo autista, il ruolo che il padre avrebbe svolto nell'assassinio di un importante membro della malavita. Segue nel 1973 il romanzo satirico "Pantaleón e le visitatrici", seguito a sua volta da "Zia Jiulia e il suo scribacchino", che lo vedono cimentarsi con uno stile diverso da quello dei suoi primi lavori, connotato da un'impostazione più leggera e dalla scoperta dello humour. Con "La guerra del fin del mundo" del 1981, in cui ripercorre le vicende nel movimento millenarista del profeta brasiliano Antônio O Conselheiro (Antonio Il consigliere), fa una lucida analisi dei contrasti fra la società costiera nello Stato di Bahia e la popolazione più arretrata e conservatrice dell'interno. ©RIPRODUZIONE RISERVATA