Una magia di Stulac tiene vivo il sogno

Carlo CruccuwVENEZIADobro dan, buona giornata in sloveno. Ed è sempre buona giornata per il Venezia da quando Leo Stulac è diventato il leader del centrocampo. Terzo gol consecutivo, una punizione gioiello di rara bellezza in un momento - 94', con il cuore che batte come un tamburo dopo il pareggio del Foggia - che può decidere non solo una partita, ma anche una stagione. Un gol che permette al Venezia di restare in corsa per il secondo posto, un gol che regala ai tifosi un'altra settimana di dolci sensazioni. Vale la pena, stavolta, cominciare dalla fine e tirare le orecchie a chi, deluso per il pareggio di Mazzeo al 92', aveva già preso la via dei giardini, brontolando. Ve la siete persa, quella punizione che se l'avesse tirata un divo del calcio televisivo ci starebbero ancora martellando di filmati commentati dai nuovi telecronisti urlatori. Punizione per un destro, Stulac ha la botta giusta, ma stavolta la palla prende il giro liftato, vola sopra la barriera e all'improvviso si abbassa per infilarsi dove nessun olandese volante (dunque nemmeno Noppert) può arrivare. Il boato del Penzo è largamente superiore a quello della bomba carta scoppiata poco prima, mentre Superpippo Inzaghi per un momento, pochi metri, ha uno scatto che ricorda il dopo-gol della finale vinta prima da lui e dopo dal Milan contro il Liverpool. Momenti da brivido, adrenalina che esce di getto. Ed è il finale più bello che il Venezia potesse chiedere ad una partita rognosa come poche altre, contro un ottimo Foggia che a sprazzi ha anche messo in difficoltà Domizzi e compagni. Quell'1-1 (continuiamo a risalire la corrente) arrivato al 92', il gol di Mazzeo che avrebbe potuto abbattere un toro, una delle tante mischie, il palo di Tonucci, l'acrobazia di Mazzeo e la palla dentro, questo Foggia che anche all'andata aveva vanificato l'impresa arancioneroverde all'ultimo respiro. E invece no.Nei quattro minuti di recupero succede quasi tutto, nei primi 90' invece c'è un rigore realizzato da Litteri, un altro non dato al Venezia (Zambelli alla fine reo confesso), tanto nervosismo tra i giocatori, quel Tonucci in versione Johnny Depp pirata che arriva dappertutto, molla qualche randellata di troppo ma sa giocare al pallone e centra due volte il legno (non poco per un arcigno marcatore) nel suo pomeriggio in laguna. Partita tra due squadre vive, ancora ricche di energia. In quel quarto d'ora di pressione foggiana si sono visti i più pungenti contropiede del Venezia. Lo stesso Venezia non ha vissuto un pomeriggio facile e in qualche fase di gioco l'eccessiva distanza tra centrocampo (intento a chiudere spazi e aiutare la difesa) e attacco ha creato qualche momento di paura. La verità è che vedere due squadre ancora brillanti ai primi di maggio, con 40 a passa partite sui polpacci, dovrebbe indurre a dire "bravi" anche agli staff che lavorano vicino agli allenatori ricevendone meno gloria. E allora, visto che il momento è magico, lasciamo stare le solite critiche per un fallo non fischiato e godiamoci chi in mezzo al campo sa regalare emozioni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA