Dario, una vita tra le pagine «Qui dentro sono a mio agio»

«Un Lido senza libri? Impensabile«. Una questione di principio e, soprattutto, di cuore. I clienti diminuiscono, i social rubano tempo alla lettura, l'e-book ingombra meno della carta e Amazon, dove conta solo la comodità di comprare da casa propria. Eppure, 25 anni fa, Dario Missaglia deve aver pensato proprio questo: i libri, al Lido, non possono sparire. È ancora lì, il suo Lidolibri, ultima libreria del Lido a due passi dal piazzale di Santa Maria Elisabetta. «Prima era una filiale della libreria Goldoni» racconta Missaglia, «io facevo lo sceneggiatore per fumetti. Poi, mentre mi accorgevo di non riuscire ad arrivare a fine mese, scopro che la libreria sta per chiudere. Per me, che son nato nel mondo della carta, era l'occasione giusta». Certo, il mondo nel frattempo e cambiato. E i libri con lui: «È cambiato anche il modo di leggere, adesso si perde tempo al computer. Il vero problema, comunque è la totale mancanza di una legislatura che protegga i librai indipendenti. Qui, forse, è più facile sopravvivere perché il bacino di utenza è limitato e non ci sono grossi centri commerciali».Anche i libri scolastici, da dieci anni ormai, si ordinano nei supermercati. Un'altra fetta di mercato che se ne va. Lidolibri resta a galla soprattutto grazie all'estate. E la sua posizione, all'inizio del Gran Viale, aiuta molto: «Il Lido è una meta stagionale molto ambita, e in quei tre mesi si lavora molto bene. E poi c'è stato un miglioramento negli ultimi 2-3 anni, ci sono tanti ragazzi che entrano in libreria». D'inverno, invece, la musica cambia. Rimane quello zoccolo duro di "lettori incalliti" dell'isola. Un'occasione per confrontarsi, scambiarsi consigli. È il bello, dice il libraio lidense, di una realtà piccola: «Alla fine conosci quasi tutti, si instaura un passaparola continuo. Così dev'essere il rapporto libraio-lettore: un rapporto quasi intimo, perché quando qualcuno sceglie un libro mi trasmette, in qualche modo, le sue emozioni». Ed è questo scambio, unito alla passione per la lettura, la vera spinta a non mollare: «Con la cravatta non mi ci sarei mai sentito a mio agio, Avrò rinunciato a qualcosa dal punto di vista economico, ma sono circondato dalla mia passione. (e.p.)