QUATTRO VOLTE CAMPIONE ORA RIVUOLE LO SCETTRO

di Nicola Artoni «Voglio riportare il Mondiale a Maranello». Basterebbero queste parole, pronunciate subito dopo i primi test svolti a bordo della nuovissima SF71H, per far capire a tutti quali siano le intenzioni di Sebastian Vettel per il 2018. Intenzioni più che giustificate: il tedesco è giunto al quarto anno al volante della Ferrari e, dopo aver collezionato un terzo posto nel 2015, un quarto nel 2016 e la piazza d'onore lo scorso anno, è determinato più che mai a issarsi in vetta alla classifica e riportare così a Maranello un titolo piloti che manca ormai dal 2007, quando a trionfare fu il suo attuale compagno di scuderia, Kimi Raikkonen. Con che aspettative parte la stagione 2018 di Vettel? Nella prima giornata di test a Montmeló il ferrarista ha sorpreso tutti, tenendo un ritmo da maratoneta (ben 171 giri percorsi, pari a 796 chilometri) e chiudendo in vetta con due decimi su Valtteri Bottas e poco meno di tre su Max Verstappen. La seconda giornata invece ha visto Vettel chiudere quarto, dietro a Daniel Ricciardo, Lewis Hamilton e Bottas, ma i tecnici della Rossa hanno lavorato più sul ritmo alla distanza che sul giro secco. Insomma, a cosa può puntare Vettel quest'anno? A spiegarlo è lo stesso pilota, quattro volte campione del mondo con la Red Bull: «Credo che la Mercedes sia ancora la scuderia da battere, la favorita per il titolo, ma noi intendiamo lavorare duramente per riportarlo a Maranello. Sarebbe fantastico avvicinarsi ancora di più a loro rispetto alla scorsa stagione, e c'è ancora tempo per lavorare».E una buona indicazione su quello che vedremo in pista quest'anno arriva, come sempre, anche dai bookmaker. Hamilton è il grande favorito, quotato a 1, 80, con Vettel a 4, 50. Stessa situazione anche per quanto riguarda il titolo costruttori, con la Mercedes data a 1,45 e la Ferrari a 4,50, con la Red Bull però che si piazza tra le due, seconda con 4,00. ©RIPRODUZIONE RISERVATAdi Davide CasarottoOrmai Kimi Raikkonen si sta ritagliando uno spazio importante tra i piloti che hanno caratterizzato la storia della Ferrari. Il finlandese sta per iniziare la sua ottava stagione con il Cavallino, un risultato non da tutti. Così come non è da tutti conquistare un titolo a bordo della Rossa, combattuto fino all'ultima curva come quello del 2007. Si tratta dell'ultima iride piloti che a Maranello possono vantare e questo è un dato che, se può suscitare bei ricordi in Iceman, di certo alla Ferrari vorrebbero aggiornare, quanto prima. Croce e delizia dunque Raikkonen, che aveva abbandonato la Ferrari e il Circus nel 2009 per concedersi due stagioni sabbatiche passate tra i rally e altre competizioni a quattro ruote. Nel 2012 un ritorno in Lotus in grande spolvero, con la vittoria ad Abu Dhabi e il terzo posto finale. L'anno successivo altra stagione in evidenza, con la vittoria all'esordio di Melbourne. Prestazioni che hanno fatto capire quanto fosse maturo un suo ritorno in Ferrari. Peccato che sia coinciso con uno dei periodi meno fortunati a livello tecnico per la Rossa, spesso lontana dall'essere efficace come la Red Bull prima e, soprattutto, come la Mercedes poi. Dopo un 2014 sfortunato, con ben cinque ritiri registrati e tanti problemi nell'adattarsi al bilanciamento della vettura, nel biennio successivo Kimi ha fatto quello che ci si aspettava, con una continuità di risultati importante. Culminata l'anno scorso in sette piazzamenti sul podio e con il quarto posto finale, miglior risultato dal suo ritorno in Ferrari. Certo a pesare è l'astinenza da vittoria nella sua seconda parentesi con il Cavallino. Ed è questo probabilmente il primo obiettivo che si pone Kimi, al di là della velleitaria pretesa di soffiare un ruolo di prima guida che ormai Sebastian Vettel si è guadagnato stabilmente in seno alla squadra. «Credo che la monoposto sia molto buona - ha dichiarato Kimi - e la cura che è stata messa nei dettagli colpisce molto. La speranza è quella di chiudere la stagione arrivando davanti a Mercedes anche se credo, e sarebbe anche meglio per gli spettatori, che ci aspetti un campionato in cui non si profili un confronto limitato a Ferrari e Mercedes».©RIPRODUZIONE RISERVATA