Un gabinetto per narrare Pechino

di Giuseppe BarbantiPer il terzo appuntamento della rassegna Correnti alternate, dedicata alle giovani compagnie, va in scena oggi, venerdì 2, e domani, sabato 3 marzo, alle 20.30, al Teatro Cà Foscari (Santa Marta) "Cessi pubblici", di Guo Shixing, nell'allestimento di Teatraz per la regia di Sergio Basso che ha curato pure la traduzione del testo. Si tratta di un impegnativo testo, quattro redazioni dal 1998, fino all'allestimento al Teatro Sperimentale dell'Accademia Centrale di Teatro di Pechino 14 anni fa, opera di uno dei più grandi drammaturghi cinesi viventi. Il teatro contemporaneo può aiutarci a comprendere meglio una società lontana dalla nostra, come quella cinese, per di più spaccata in due fra la vecchia generazione formata agli ideali confuciani, di sobrietà e rispetto reciproco, e i giovani rampanti che idolatrano il dio denaro e bruciano tutto sull'altare dell'ambizione. Un gabinetto pubblico come luogo della memoria: Guo Shixing racconta impietosamente gli scenari della Pechino nella seconda metà del'900 attraverso un testimone d'eccellenza, il custode di un cesso pubblico. Ne esce un variopinto mondo di uomini e donne ritratti dagli anni Settanta ai giorni nostri. Dalla Rivoluzione Culturale al grande decollo economico, cambiamenti epocali che ri viviamo attraverso una drammaturgia che li condensa in soli tre giorni a distanza di dieci anni l'uno dall'altro (1975, 1985 e 1995) nel "cesso pubblico". «La domanda da cui sono partito è stata: come possiamo riportare la quotidianità della vita cinese al pubblico occidentale? Di questo lavoro di Guo Shixing, mi interessava molto di più l'universalità piuttosto che l'esotismo della location. Quando mettiamo in scena un testo francese o americano, ci concentriamo sui contenuti e ci preoccupiamo di dare loro dignità e spessore nel nostro contesto culturale, condividendo l'urgenza che muove il drammaturgo» spiega Sergio Basso «Bisogna finirla con l'esotismo sulla Cina. Basta con questa Cina da museo. A me interessa cosa hanno da dire oggi i narratori cinesi. E il teatro di Guo Shixing è una lama». Non manca la scoperta di assonanze che accostano prepotentemente tematiche care alla drammaturgia cinese a filoni tipici anche del teatro europeo: ad esempio il protagonista, gestore dei bagni pubblici, è assalito dalle proprie colpe in un delirio allucinatorio che ricorda il Calderón de la Barca de La vita è sogno o il Cechov e al suo Giardino dei Ciliegi. Ne sono interpreti Lidia Castella, Cristina Castigliola, Federico Dilirio, Eva Martucci, Francesco Meola, Lucia Messina (anche assistente alla regia), Elena Nico, Matthieu Pastore, Alessandra Raichi. Acting coach Karina Arutyunyan. Disegno luci Domenico Cicchetti. Realizzazione scenica Federica Pellati. Direzione cori Camilla Barbarito. Per informazioni e prenotazioni email biglietteria. teatrocafoscari@unive. it tel. 041 234 8962 I biglietti si acquistano presso la biglietteria del Teatro Ca'Foscari il giorno dello spettacolo dalle 19 alle 20. ©RIPRODUZIONE RISERVATA