Luxottica-Essilor, sì dalla Ue la fusione si farà entro giugno

di Eleonora VallinwPADOVABrillano in Borsa, a Milano e Parigi, i titoli Luxottica ed Essilor dopo l'ok a procedere alla fusione dell'Antitrust Europeo e della Federal Trade Commission Usa. A chiusura di giornata Luxottica svetta a Piazza Affari in rialzo del 5,15% a 51,90 euro, a fronte di un Ftse Mib in calo dello 0,7%. Sulla piazza francese, l'azione Essilor schizza a +4,87% a 113 euro tondi.Ieri sono stati superati, in un paio d'ore, due scogli importanti per approdare a nozze. Le due aziende stimano ora il closing entro giugno 2018. Le autorizzazioni «incondizionate» di Ue e Usa, insieme a quella della Cina, ancora da ottenere, erano essenziali per procedere alla fusione dei due colossi dell'occhialeria. L'operazione è già stata approvata da 13 Antitrust mondiali, l'ultima autorità a dire sì, una settimana fa, è stata quella brasiliana. Giova ricordare che l'annuncio del grande «deal» data 16 gennaio 2017, oltre un anno fa e doveva chiudersi a fine dello scorso anno ma la DgComp europea ha interrotto l'iter dell'istruttoria il 25 ottobre, aprendo un'indagine che si è conclusa il 26 febbraio 2018. «La Commissione - riporta una nota diffusa ieri in tarda mattinata da Bruxelles - ha concluso che la concentrazione non andrà a incidere negativamente sulla concorrenza nello spazio economico europeo o in una parte sostanziale di esso». «Il nostro compito è garantire che una fusione non porti a prezzi più alti o a scelte ridotte, in questo caso per ottici e consumatori nell'Ue» ha precisato il commissario Margrethe Vestager. La DgComp ha sondato 4 mila ottici con un test di mercato e la risposta è stata che: «Essilor e Luxottica non otterranno un potere di mercato tale da danneggiare la concorrenza». «Poiché il test di mercato non ha supportato le nostre preoccupazioni iniziali - ha quindi precisato Vestager - possiamo lasciare che questa fusione vada avanti incondizionatamente». I due player dell'occhialeria (Essilor specializzata nella produzione di lenti e Luxottica in lenti, montature e distribuzione grazie al retail di proprietà) sono il primo e il secondo operatore nei principali Paesi di riferimento. Secondo Euromonitor, le due società, insieme, godono di una quota del mercato dell'occhialeria pari a 136 miliardi di dollari pari al 40% in Nord America, al 41% in «Australasia», del 30% in America Latina, mentre per quanto riguarda l'Europa ad Est arrivano al 15% e a Ovest al 20%.La fusione darà vita a un colosso da 47 miliardi di capitalizzazione, 15 miliardi di ricavi e 140 mila dipendenti. Stando ai patti parasociali, l'italiana Delfin sarà il maggiore azionista di EssilorLuxottica (con una quota compresa tra 31 e 38%) e Del Vecchio guiderà l'azienda in qualità di presidente esecutivo e ceo. Appena due mesi fa la governance di Luxottica è stata modificata proprio in funzione del grande salto, con la nomina ufficiale di Francesco Milleri come capo azienda, manager chiave e di piena fiducia di Del Vecchio designato come colui che, in presenza di un impedimento del fondatore, sarà l'unico legittimato a prendere il suo posto nella cabina di comando di Essilor-Luxottica. Il 27 febbraio l'azienda di Agordo ha approvato i dati del 2017 che vedono ricavi consolidati a 9,157 miliardi, in crescita dello 0,7%. Ieri Essilor ha comunicato i suoi di conti: 7,5 miliardi, in aumento del 5,3%.©RIPRODUZIONE RISERVATA