«I sequestri di Bpvi sono da annullare»

VICENZALe difese degli ex vertici della Banca popolare di Vicenza, finiti a processo per il crac dell'istituto di credito, hanno depositato richiesta di annullamento di tutte le ordinanze con cui il giudice per l'udienza preliminare, Roberto Venditti ha accolto le domande di sequestro conservativo, presentate dalle parti civili, dei beni degli imputati, per un valore che supera abbondantemente i 200 milioni di euro.«Abbiamo depositato l'istanza di annullamento delle ordinanze del gup, al tribunale del Riesame, l'altro giorno», confermano Giovanni e Giulio Manfredini, legali dell'ex consigliere di amministrazione di BpVi, Giuseppe Zigliotto. Lo stesso iter è stato seguito anche dagli avvocati Enrico Ambrosetti e Nerio Diodà che assistono l'ex presidente Gianni Zonin, nonché dai legali di Massimiliano Pellegrini, Andrea Piazzetta, Emanuele Giustini e Paolo Marin.L'udienza in cui i giudici del Riesame di Vicenza discuteranno le istanze presentate dalle difese verrà calendarizzata nei prossimi giorni. E sarà in aula che le difese formuleranno le motivazioni che hanno indotto a proporre le richieste di annullamento delle ordinanze del giudice Venditti.«Dal nostro punto di vista - spiegano Giovanni e Giulio Manfredini - si tratta di dispositivi illegittimi sotto vari punti di vista». Parere che verrebbe ribadito anche dall'avvocato Ambrosetti: «Ci sarebbero delle incongruità in merito a quanto disposto dal gup».In discussione, dunque, non ci sono solo le motivazioni delle ordinanze, ma anche il tipo di beni per cui sono stati disposti i sequestri conservativi: immobili e quote societarie.Tra i rappresentanti delle parti civili che hanno ottenuto i sequestri più consistenti c'è l'avvocato trevigiano Sergio Calvetti costituitosi parte civile per 2.114 risparmiatori ottenendo sigilli per 175 milioni e 998 mila euro, esattamente la metà dell'importo che aveva richiesto nella sua istanza al giudice Venditti. Altri sequestri per oltre 15 milioni sono stati concessi anche all'avvocato Renato Bertelle, che rappresenta 200 ex soci della Popolare.