Passaporti falsi da Napoli per attentatori Bruxelles

È concreta la possibilità che la Corea del Nord effettui altri test nucleari o lanci di missili. Ne è convinta l'intelligence sudcoreana che alza l'allarme proprio alla vigilia del viaggio del presidente Usa Donald Trump in Asia in cui domina il dossier Pyongyang. Non ne fa mistero alla Casa Bianca dove è il consigliere per la sicurezza nazionale H. R. McMaster a scandire i pilastri del lungo tour di Trump (5 paesi in 12 giorni) e mette in chiaro la visione del Commander in chief: quella nordcoreana è una minaccia «al mondo» e quindi la risposta deve essere globale con l'obiettivo di una denuclearizzazione «completa, verificabile e totale». Una risposta globale, chiede Washington, che passa però prima di tutto per Pechino. Tappa cruciale nel viaggio di Trump, e delicata, perché se su Xi il tycoon ha puntato fin dall'inizio per fargli da sponda mentre lui tenta di sbrogliare la matassa diplomatica con la Corea del Nord, dall'altra la Casa Bianca oggi può solo ripetere che la Cina sta facendo di più, ma non è abbastanza. Questo mentre Trump promette di sottolineare il suo impegno per un commercio libero ed equo.NAPOLISarebbero stati falsificati a Napoli i passaporti finiti nelle mani di uno dei terroristi dell'Is che, il 22 marzo del 2016, si sono resi protagonisti degli attentati di Bruxelles, costati la vita a decine di innocenti. A rivelarlo agli inquirenti - che hanno avviato accertamenti ancora senza riscontri - sarebbe stato un algerino di 41 anni, lo scorso gennaio, nell'ambito di una denuncia che l'uomo decise di presentare ai carabinieri dopo essere stato pestato dalla ex compagna marocchina, e dal nuovo compagno di lei, in un'abitazione dove era stato convocato, nel centro storico del capoluogo partenopeo.Il tutto scaturisce da alcune confidenze che l'uomo avrebbe fatto a un amico riguardo all'attività illegale della donna, di cui ora si sono perse le tracce. Secondo l'algerino la sua ex, per conto di un pachistano che gestisce un internet-point, realizzava e vendeva passaporti e documenti falsi a nordafricani che poi li utilizzavano per spostarsi in Europa. Confidenze giunte all'orecchio della donna e del suo compagno che, a questo punto, avrebbero cercato - sempre secondo il racconto dell'algerino - di ridurlo al silenzio minacciandolo e aggredendolo dopo averlo attirato in un tranello. L'uomo, malgrado le ferite riportate, sarebbe riuscito a fuggire e, una volta arrivato in ospedale, impaurito dalle minacce di morte anonime ricevute via telefono, avrebbe deciso di denunciare tutto: le percosse subite e anche quanto sapeva sull'attività della donna, di cui fa nome e cognome.L'algerino riferisce che, tra coloro che hanno acquistato i documenti falsi dalla donna, ci sarebbe stato anche uno dei terroristi ritenuto tra gli autori degli attentati terroristici di Bruxelles. Non solo. Riferisce anche di essere stato presente a due diversi incontri - in un'abitazione del Borgo Sant'Antonio - tra la donna e il militante dell'Is nel corso dei quali sarebbero stati consegnati 19 passaporti fatti poi pervenire dal terrorista ad alcuni suoi conoscenti. L'algerino riferisce di avere riconosciuto il volto del terrorista, Ahmed, nelle immagini diffuse dalle televisioni dopo gli attentati nell'aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles.Appena lo scorso 25 ottobre, a Napoli, è stata scoperta una stamperia clandestina con migliaia di documenti falsi (7.500 per la precisione), molti dei quali già pronti per la consegna, in un edificio nella zona di Piazza Garibaldi. Un cittadino ghanese, Mohammed Alì Tahiru, venne arrestato dalla Polizia Municipale mentre le relative indagini sono finite al vaglio della sezione antiterrorismo della Procura partenopea.