Lazzaretto vecchio, museo e Biennale sono compatibili

di Alberto VitucciMuseo della laguna e attività della Biennale possono convivere. E i cinque milioni stanziati dal ministero serviranno per rendere l'isola «abitabile» e raggiungibile. E per farne un centro della cultura e dei musei. La Biennale di Paolo Baratta non ci sta a fare la parte dell'«invasore». Polemiche sulla gestione dei fondi e sul ruolo dell'Istituzione. E nelle ultime ore una dettagliata interrogazione al sindaco sull'uso degli spazi firmata dalla consigliera del Movimento Cinquestelle Elena Larocca. «Non entriamo nel merito per correttezza istituzionale, sarà il sindaco a rispondere», si limita a dire il presidente Baratta. Ci tiene però a ricordare il lavoro finanziato e voluto dalla Biennale nell'ultima mostra del Cinema, con la pulizia di una parte dell'isola, la realizzazione del pontile galleggiante provvisorio. E le proiezioni che hanno ottenuto un grande successo. Un'attività che ha convinto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini - che è venuto più volte nei mesi scorsi in laguna per la Biennale - a concedere il finanziamento.Un'occasione per rilanciare un'isola che da qualche anno non è più «abbandonata». Recuperata nelle sue strutture con i restauri del Magistrato alle Acque, finanziati dalla Legge Speciale. Ripulita e sorvegliata dai volontari dell'Archeoclub, che gestiscono da trent'anni l'altro Lazzaretto, il Nuovo, e dal 2013 hanno stipulato una convenzione con il Polo museale. Adesso ci sono i soldi per partire. E dovrà essere il Magistrato alle Acque, insieme al Polo museale, alle Soprintendenze e alla stessa Biennale, a gestirli. Serviranno per realizzare gli allacciamenti dell'acqua e dell'energìa elettrica, per consolidare alcune murature e realizzare un pontile di accesso definitivo dalla parte ovest dell'isola. Un luogo che dista poche decine di metri dal Lido, dunque facilmente raggiungibile. Si dovrà anche scavare il canale di accesso, per realizzare un collegamento con i canali esistenti.Poi il grande progetto potrà decollare. La proposta è depositato al ministero e già approvata, firmata dall'ex soprintendente archeologico Luigi Fozzati, dalle associazioni e dai volontari guidati da Girolamo Fazzini. Si propone di ripercorrere la storia della laguna, di esporre i tanti ritrovamenti archeologici degli ultimi decenni. Insomma di attrezzare l'isola a «percorso» per leggere la storia della Repubblica. Lazzaretto che insieme al Lazzaretto Nuovo, vicino a Sant'Erasmo, faceva parte del sistema sanitario della Repubblica, per secoli all'avanguardia. I carichi e le merci provenienti dall'oriente negli anni della peste venivano messi in quarantena insieme agli equipaggi, per cercare di isolare il morbo. Scavi e reperti al Lazzaretto Nuovo dimostrano l'attività che si svolgeva nell'isola. Ben documentata anche dalle scritte ritrovate nel Tezon cinquecentesco, il più grande edificio della laguna dopo palazzo Ducale e le Corderie dell'Arsenale. I Lazzaretti come luogo per rivivere la storia. Progetto che potrebbe portare posti di lavoro per i giovani. «Il museo e la Biennale non sono incompatibili», aveva detto il ministro in visita a Venezia. «C'è spazio per tutti», il commento del direttore della Fondazione Andrea Del Mercato, «la Biennale non vuole certo impadronirsi dell'isola ma offrire il suo contributo come ha fatto in questi anni»