Mobilitazione per la scuola, Romor rassicura

La scuola dell'infanzia XXV aprile di Sacca Fisola rimarrà aperta, ma la protesta dei genitori di ieri davanti all'ingresso del Comune ha sollevato per l'ennesima volta la preoccupazione dei veneziani di essere esclusi dallo sviluppo della città. «A Sacca ci sono tante famiglie giovani», hanno raccontato le mamme e i papà presenti. «C'è tanto verde e ci sono gli impianti sportivi. Se ci fosse la volontà di incentivare anche dei progetti per l'infanzia potrebbe diventare un'isola a misura di bambino». I genitori sono arrivati con cartelloni raffiguranti i bambini che frequentano la scuola materna che sembrava dovesse chiudere. I disegni, in scala uno a uno, sono stati appesi sulle pareti e sulle colonne di Palazzo Loredan. In pratica, come ha spiegato la consigliera Monica Sambo, presente a sostegno dei genitori, le classi sono di un massimo di 25 e di un minimo di 15 bambini, come quelli iscritti per settembre. Per l'anno accademico 2017-2018 sembrava però ci fossero problemi ad avviare la scuola in quanto una bambina era stata dirottata verso un altro istituto, con la motivazione che non sarebbe partita la classe. I genitori si sono subito mobilitati. L'assessore Paolo Romor ieri ha rassicurato i genitori che con 15 bambini la classe sarebbe partita, mentre la dirigente dei servizi educativi Paola Grandese ha detto che verificherà il numero degli iscritti e contatterà poi i genitori. La protesta è stata anche l'occasione per dare voce a molte famiglie di Sacca Fisola, una delle aree che sono ancora incontaminate dal turismo mordi e fuggi: «L'anno scorso avevamo presentato un progetto per il doposcuola» hanno spiegato le rappresentanti dei genitori Sara Tenderini e Alessia Martin «Le stesse maestre si erano dette disponibili, ma non ci ha mai risposto nessuno. È un vero peccato perché l'isola è ancora dei veneziani e ci sono tantissime famiglie con figli e loro saranno il futuro della città». Oltre ai bambini di Sacca Fisola qui ci vengono anche i bambini del carcere e della Casa Famiglia che si sono sempre integrati in maniera positiva nelle classi. «Questa situazione fa riflettere» ha detto uno dei genitori, Costantino Busatto «Per i nuovi alberghi c'è sempre spazio, ma per dare vita a nuove strutture per i residenti, in particolare bambini, mai. Un'amministrazione attenta ai cittadini e volenterosa di ripopolare la città, dovrebbe essere contenta che in un'area ci sono tanti bambini e fare il possibile per attrezzarla a misura di famiglia». Vera Mantengoli