Mareggiata, più di un milione di danni

JESOLO. La Federconsorzi, che riunisce tutti i gestori delle spiagge di Jesolo, non si perde d'animo e con il suo presidente, Renato Cattai, rassicura gli operatori e turisti: «Per il 15 maggio comunque prepareremo la spiaggia anche nella zona est della Pineta». Il blogger Claudio Vianello ha scattato foto e filmato i vari stadi della mareggiata: «Lo scalino è di un metro in certi punti e non è stato fatto altro che spostare la sabbia da una parte all'altra, adesso già erosa dal mare che se l'è portata via». Ma il presidente Cattai non si perde d'animo: «La soluzione strutturale ci vuole e non si discute. Certo la Ue deve darci garanzie, non solo di aiuti o sostegni che potranno arrivare, ma soprattutto di un lungo periodo per le concessioni demaniali che non possono scadere a breve, impedendo una programmazione seria per il futuro della spiaggia. Non sono mancate, poi, in piena campagna elettorale, anche le polemiche politiche. (g.ca.)di Giovanni Cagnassi wJESOLO Spiagge sotto scacco per il maltempo. Mentre l'alta marea continua imperterrita, e solo oggi dovrebbe attenuarsi, l'allarme mareggiate non è ancora rientrato. Intanto avanzano lentamente, ma inesorabilmente, verso le foci dei fiumi tonnellate di alberi e ramaglie quindi i prossimi rifiuti spiaggiati che copriranno i litorali soprattutto di Jesolo e Bibione. Una sciagura alla vigilia del ponte del primo maggio questa ondata che arriva dai corsi d'acqua, in particolare Piave e Tagliamento. I sindaci della costa e la Regione. Ieri i sindaci del litorale hanno avuto modo di esprimere le loro paure in sede di Città Metropolitana e in attesa che si consolidi la conferenza dei sindaci del litorale, ormai ente riconosciuto giuridicamente dalla Regione, si stanno coordinando per iniziare a chiedere, battere cassa invocare interventi concreti che non siano i soliti palliativi. L'assessore regionale Gianpaolo Bottacin ha subito garantito l'interessamento: «I nostri uffici si sono attivati per provvedere a breve al ripristino della situazione. I cumuli già previsti sono salvi e in più potrà essere recuperata altra sabbia dai fondi antistanti la battigia con interventi di modesta entità», I danni. Il conteggio è solo all'inizio, ma i danni su tutta la costa arrivano quasi a un milione di euro compreso ripascimenti ulteriori e pulizia degli arenili. La più colpita è stata la spiaggia di Jesolo, assieme a quella di Bibione. Più riparate Caorle ed Eraclea. I pennelli in roccia sono stati efficaci a Cavallino Treporti, mentre le dighe soffolte di Sottomarina non hanno evitato comunque l'erosione in questi giorni di scirocco e alta marea, combinazione distruttiva che non risparmia quasi nessuna località. Le soffolte, che paiono al momento la soluzione più efficace, comunque non riescono a evitare del tutto il fenomeno erosivo implacabile in questo periodo dell'anno. L'estate scorsa, del resto, le ultime mareggiate si sono abbattute addirittura a giugno. «I danni maggiori devono ancora arrivare», dice il sindaco di San Michele - Bibione e coordinatore dei sindaci del litorale, Pasqualino Codognotto, «perché la piena del Tagliamento sta per riversare tonnellate di rifiuti spiaggiati e questo vale per tutte le spiagge. Poi c'è stata l'erosione piuttosto forte che continua e solo oggi potremo stilare un bilancio». Operatori del turismo. Confturismo propone una soluzione permanente al problema delle mareggiate. Il presidente, Marco Michielli, ribadisce la necessità di una soluzione definitiva. E rilancia la proposta di barriere sommerse, utili anche al ripopolamento ittico, idea apprezzata a suo tempo dalla stessa Regione. «Questa soluzione», spiega, «prevede sia coinvolto lo Stato, che incassa i canoni demaniali senza contribuire al ripascimento. Prevede inoltre contributi della Ue per un grande esperimento pilota ecologico all'avanguardia in Europa. Ieri le nostre spiagge hanno patito le conseguenze di un evento che già da qualche anno si ripete. Allora perché non sperimentare una soluzione alternativa che potrebbe risolvere una volta per tutte il problema? Gli operatori turistici hanno sempre fatto la loro parte. Le spiagge sono sempre state rimesse in ordine perfetto già il giorno successivo alle mareggiate. Per i ripascimenti la Regione ha letteralmente buttato a mare decine di milioni di euro, è ora di pensare a un investimento duraturo per una soluzione definitiva». ©RIPRODUZIONE RISERVATA