Falsa commercialista condannata per truffa

di Rubina Bon "Tassitano Antonella Dottore Commercialista": questa la targa che aveva esposto all'ingresso di entrambi gli studi in centro a Mestre dove aveva lavorato. E svolgeva, almeno apparentemente, il lavoro di dottore commercialista. Peccato che Antonella Tasitano, mestrina di 56 anni, non avesse alcun titolo per esercitare la professione. Per questo la donna, difesa dall'avvocato Michele Godina, è finita a processo davanti alla giudice monocratica Savina Caruso con le accuse di truffa, esercizio abusivo della professione, falsità commessa dal privato e falsità in scrittura privata. A dare avvio al procedimento contro la falsa commercialista era stata la denuncia presentata da un medico mestrino, costituitosi parte civile con l'avvocato Alvise Muffato, che si era affidato a Tassitano per la gestione delle pratiche per lo studio medico. Ieri è arrivata la condanna: un anno di reclusione per il reato di truffa, 400 euro di multa per l'esercizio abusivo della professione, mentre la falsità commessa dal privato è andata prescritta e la falsità in scrittura privata non è più un reato. La giudice ha anche disposto di liquidare alla parte civile 43.300 euro come danno materiale e 10.000 euro come danno morale. Secondo quanto riportato nel capo d'imputazione, la 56enne aveva simulato di provvedere con regolarità all'assistenza fiscale relativa alla posizione del medico di base, fingendo di presentare le dichiarazioni annuali e quindi procurandosi profitti ingiusti (400 euro all'anno per gli anni dal 2004 al 2009). Ma se al cliente la finta commercialista diceva che tutta la procedura era regolare, non era certo così. E infatti al medico di base erano iniziati ad arrivare prima gli avvisi di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, poi diventati esecutivi. Il cliente ne aveva parlato con quella che credeva essere una commercialista a tutti gli effetti e la finta professionista aveva fatto finta, sempre secondo il capo di imputazione, di presentare i ricorsi amministrativi nell'interesse del mestrino contro gli avvisi di accertamento. Dinnanzi al continuo arrivo proprio degli avvisi, il medico di base aveva capito che qualcosa non andava e aveva presentato la denuncia. Tra le altre accuse che la Procura aveva mosso a Tassitano, il fatto che la finta professionista avesse prodotto una ricevuta falsa, apparentemente rilasciata dall'Agenzia delle Entrate di Venezia, relativa a una richiesta di annullamento delle cartelle esattoriali. E poi la contraffazione della sottoscrizione da parte del medico in calce al ricorso alla Commissione tributaria provinciale che non era però mai stato depositato.