«Andate a votare alle primarie»

«Votate e ancora votate». È un appello a recarsi ai seggi per esprimere la propria preferenza quello che arriva da Gigliola Scattolin, segretaria metropolitana del Pd, a poche ore dalle primarie in provincia di Venezia. In lizza, come noto, ci sono Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano. A fianco a Scattolin, ieri, rappresentanti delle tre mozioni: Antonio Bertoncello per Orlando, il consigliere comunale Pd Andrea Ferrazzi per Renzi, Andreina Zitelli per Emiliano. Democrazia, dialettica, pluralità, le parole più utilizzate. «Andando a votare», spiega la segretaria, «si pratica un atto democratico. Non accetto si dica che il Pd non esiste più o che è in declino, noi facciamo uno sforzo per ridare dignità ai partiti, noi crediamo nella sovranità popolare, serve un cambio culturale: sono gli organi istituzionali a favore dei cittadini e non viceversa. Il Pd ha intrapreso una strada riformista che va perseguita». Poi hanno preso la parola i rappresentanti delle mozioni. Schietta Andreina Zitelli: «Renzi a Venezia ha fatto grossi errori, tra cui abolire il Magistrato alle Acque, non avere avuto una linea chiara sul turismo. Non solo, il patto Renzi è il patto Brugnaro che non è il patto per Venezia». E ancora: «Si è fatto poco per gestire Venezia come meriterebbe: non si sono date risposte a problemi urgenti quali il controllo del turismo, la risoluzione da dare al transito delle grandi navi per il bacino San Marco, un rilancio della portualità attraverso un'articolazione e una maggior specificazione dell'economia del porto e della logistica. Venezia è poco percepita come città di cultura e arte, è un grande gioco. Bisognerà caratterizzarla in questo senso per differenziarsi dal populismo di gestione del sindaco assolutamente inadeguata alla sua complessità. Il Pd può, in questa nuova fase, con un nuovo segretario regionale, essere punto di partenza per riproporsi alle nuove amministrative». «C'è bisogno di un grande shoc», spiega Andrea Ferrazzi, «non solo nella nostra città ma in tutto Paese, che è bloccato e ingessato e per ripartire serve una leadership che sappia contrastare gli "urlatori e i frenatori". Quelli che urlano in modo irresponsabile e cavalcano i problemi a livello elettorale, i frenatori che a Roma lavorano sul potere di interdizione. Venezia ha bisogno di ritrovare la sua centralità e credo Renzi abbia la forza, la leadership necessaria e tra i tre sia il migliore, quello che incarna la possibilità di riscatto a livello nazionale. Renzi è stato il premier che in questi ultimi vent'anni ha portato più risorse a Venezia che serviranno nel rilancio di Porto Marghera. Le criticità sono state superate e gli elementi centrali dell'accordo firmato da premier e sindaco sono quelli indicati da noi all'interno del piano strategico metropolitano». «C'è bisogno di rafforzare i circoli, essenza di partecipazione», ha aggiunto Antonio Bertoncello. «Serve una sterzata radicale», chiarisce Emanuele Rosteghin (coordinatore mozione Orlando), «c'è bisogno di rimettere al centro dei partiti la gente e in questo senso l'esempio del Patto per Venezia è lampante, laddove il segretario e premier di un partito fa un accordo con il sindaco e non dialoga con la sua dirigenza locale». «Lavoriamo per favorire la massima partecipazione in tutto il Paese», commenta Nicola Pellicani, membro della commissione nazionale per il congresso, «i segnali sono positivi, così come l'attenzione per Venezia». Marta Artico