Casa riposo "Anni Sereni" assolto l'ex sindaco Fogarin

CAMPONOGARA. È stato scarcerato e mandato agli arresti domiciliari Vincenzo Pellegrino detto " Napoli", pluripregidicato arrestato qualche mese fa insieme ad altri esponenti di spicco dell'ex Mala del Brenta nell'ambito di una inchiesta per traffico di sostanze stupefacenti. Il suo arresto era scaturito da una operazione portata a termine dalla Squadra Mobile di Padova. Ad ottenere per lui l'istanza di scarcerazione è stato l'avvocato Pascale De Falco che ha fatto richiesta con l'obiettivo di portare il suo assistito a ottenere la misura degli arresti domiciliari. Vincenzo Pellegrino si trovava in carcere a Vicenza. In seguito all'istanza dell'avvocato difensore, il giudice ha deciso che la misura di restrizione della libertà più idonea al momento sono gli arresti domiciliari nella sua casa di Camponogara. (a.ab.) di Giorgio Cecchetti wCAMPONOGARA Tutti assolti: il fatto non sussiste. Poco prima delle 18 di ieri il presidente del tribunale di Venezia Stefano Manduzio, dopo un'ora e mezza di camera di consiglio, ha letto la sentenza del procedimento relativo alla casa di riposo di Camponogara "Anni sereni", accogliendo le tesi sostenute dai numerosi avvocati della difesa: così sono stati assolti l'ex sindaco di centrodestra di Camponogara Desiderio Fogarin, difeso dagli avvocati Riccardo Alba e Massimo Pavan, il figlio Nicola, architetto, difeso dagli avvocati Luigi De Lazzari e Cristina Bertoncello Brotto, i proprietari dell'area Giuliano Masenadore e la moglie Bruna Pauletto, difesi dall'avvocato Marino Cavestro, il capo ufficio tecnico del Comune Maurizio Bullo, difeso dagli avvocati Alfredo Bianchini e Giovanni Coli, la responsabile del Servizio urbanistica Claudia Lazzaretto, difesa dagli avvocati Maurizio Scattolin e Sabrina Covento, e la rappresentante legale del Consorzio sociale Cps di Treviso Paola Mason, difesa dagli avvocati Elio Zaffalon e Alfiero Farinea. Il pubblico ministero Francesca Crupi aveva chiesto sette condanne: per l'ex sindaco un anno e quattro mesi di reclusione, stessa pena per suo figlio Nicola e per i proprietari dell'area Giuliano Masenadore e la moglie Bruna Pauletto; un anno e sei mesi per il capo ufficio tecnico Bullo, otto mesi per la responsabile del Lazzaretto, infine, due mesi di arresto e 14 mila euro per la rappresentante legale del Consorzio trevigiano Mason. I primi sei imputati dovevano rispondere di concorso in abuso d'ufficio (Bullo anche della lottizzazione abusiva), mentre Mason solo della lottizzazione abusiva. I difensori evidentemente sono riusciti a smontare le tesi dell'accusa, ma per conoscere le motivazioni delle sentenza sarà necessario attendere il deposito delle motivazioni stesse. Secondo l'accusa, l'ex sindaco con i due tecnici comunali avrebbe violato le norme del Piano di assetto territoriale intercomunale (Pati) in cui si prevede che la pianificazione urbanistica approvata conservi efficacia unicamente per le parti compatibili del Piano regolatore del Comune al Pati. In secondo luogo i tre avrebbero violato anche le norme che impongono ai dipendenti pubblici l'obbligo di evitare situazioni di incompatibilità e agli amministratori pubblici l'obbligo di astensione dalla discussione e dall'approvazione di delibere in presenza di un interesso proprio o di parenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA