Casa di riposo "abusiva" «Condannate il sindaco»

di Giorgio Cecchetti wCAMPONOGARA Per il pubblico ministero di Venezia Francesca Crupi i sette imputati per la vicenda della Casa di riposo di Camponogara «Anni sereni» vanno tutti condannati. Ieri, parlando per circa un'ora e mezza, la rappresentante dell'accusa ha chiesto che l'ex sindaco di centrodestra Desiderio Fogarin sia condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, stessa pena per suo figlio, Nicola, e per i proprietari dell'area Giuliano Masenadore e la moglie Bruna Pauletto, un anno e sei mesi per il capo Ufficio tecnico del Comune, il veneziano Maurizio Bullo, otto mesi per la responsabile del Servizio Urbanistica, la padovana Claudia Lazzaretto, infine, due mesi di arresto e 14 mila euro per la rappresentante legale del Consorzio sociale Cps di Treviso Paola Mason. Dopo la rappresentante dell'accusa sono intervenuti i numerosi difensori: hanno parlato gli avvocati Alfredo Bianchini, Giovanni Coli, Alfiero Farinea, Elio Zaffalon, Riccardo Alba, Massimo Pavan, Marino Cavestro, Sabrina Convento e Luigi De Lazzari. Al termine della discussione il presidente del Tribunale lagunare Stefano Manduzio ha rinviato l'udienza al pomeriggio del 27 novembre per eventuali repliche e per la camera di consiglio, al termine della quale verrà letta la sentenza. I primi sei imputati devono rispondere di concorso in abuso d'ufficio (Bullo anche della lotizzazione abusiva), mentre Mason deve rispondere solo della lotizzazione abusiva. Secondo l'accusa, l'ex sindaco con i due tecnici comunali avrebbe violato le norme del Piano di assetto territoriale intercomunale (Pati) in cui si prevede che la pianificazione urbanistica approvata conservi efficacia unicamente per le parti compatibili del Piano regolatore del Comune al Pati. In secondo luogo i tre avrebbero violato anche le norme che impongono ai dipendenti pubblici l'obbligo di evitare situazioni di incompatibilità e agli amministratori pubblici l'obbligo di astensione dalla discussione e dall'approvazione di delibere in presenza di un interesse propri o di quello di parenti. Desiderio Fogarin, infatti, il 7 luglio 2008, presiedeva la giunta in cui veniva adottata, con parere favorevole di Bullo, la delibera con cui lo stesso Bullo e la Lazzaretto erano autorizzati ad effettuare prestazioni professionali per la redazione della Variante dell'area in questione su incarico di Masenadore e signora. Variante numero 88 approvata poi dal Consiglio comunale presieduto da Fogarin, che trasformava quell'area da zona agricola in aree per spazi pubblici aumentandone il valore da 150 mila a 2milioni e 650 mila euro. Nel frattempo, tra l'altro, Masenadore aveva venduto buona parte dell'area all'immobiliare «Abitalia srl» (società costituita ad hoc nel 2008), metà della quale faceva capo alla immobiliare «Ma.ja» di cui era socio Nicola, figlio del sindaco. In questo modo, Bullo e Lazzaretto avrebbero percepito ingiustamente la parcella per la loro consulenza da liberi professionisti pur essendosi espressi da pubblici dipendenti sulla stesso progetto, mentre gli altri avrebbero intascato l'aumento del valore del terreno venduto al Cps. Infine, sempre Bullo assieme alla Mason è accusato di lottizzazione abusiva per aver concesso al Consorzio trevigiano l'autorizzazione a costruire in contrasto con il Pati e, in secondo luogo, con una volumetria superiore a quella prevista dalle norme. ©RIPRODUZIONE RISERVATA