Rubinato arrabbiata per la raccolta firme Moretti: battere Zaia

Antonino Pipitone annuncia l'idea di candidarsi alle primarie del centrosinistra, come segnale di rinascita dell'Italia dei valori che in Veneto ha sempre ottenuto ottimi consensi, prima del disastro Di Pietro, ora uscito dal partito. «Ci saremo, anche se non sarà facile raccogliere 4 mila firme in pochi giorni. Entro il 17 novembre bisogna presentare tutta la documentazione, ma ci impegneremo al massimo, L'Italia dei valori in Regione ha assunto una posizione durissima sui vitalizi, tutti i politici che sono stati condannati in via definitiva non li debbono ottenere» spiega Pipitone. «Per la prima volta ci sono tutte le condizioni perché il centrosinistra possa vincere e governare il Veneto dopo il disastro dello scandalo Mose». di Albino Salmaso wPADOVA Alessandra Moretti come Debora Serracchiani: dal parlamento Ue alla presidenza della regione per far ripartire il Nordest. In Friuli nel 2013, la Serracchiani ha battuto Renzo Tondo per duemila voti, in Veneto la Moretti ha un percorso a ostacoli: vincere le primarie del 30 novembre e poi le secondarie contro Luca Zaia a maggio 2015. «Moretti e Serracchiani, le gemelle Pd del gol» pronte a sfidare i «barbari sognanti» e la Lega «neroverde» di Salvini che cavalca il sentiment antimmigrati stile Le Pen: la frase campeggia nella pagina Fb dell'eurodeputata vicentina, decisa a non alzare il tono dello scontro con Simonetta Rubinato. «L'avversario da battere è uno solo: Zaia». Chi avesse dei dubbi, legga il tw: Zaia dice:"non parlo di politica perché adesso i veneti hanno bisogno di 1governatore".Buongiorno Zaia, dopo 5 anni ci sei arrivato anche tu», scrive la Moretti che ha fretta di lavorare alla nascita della sua lista civica, espressione della società civile e delle categorie economiche che vogliono far ripartire il Veneto in sintonia con le riforme del governo Renzi: il jobs act è la pietra miliare del nuovo patto. Che l'avversario sia solo Zaia lo ricorda anche il segretario regionale Roger De Menech: «I candidati alle primarie del centrosinistra mettano sotto accusa la gestione Galan-Zaia, non il collega di partito o di coalizione: il via libera è arrivato con 42 favorevoli, 1 contrario e 3 astenuti. A convincere Alessandra Moretti ad accettare l'investitura dalle urne sono stati i giovani, con Federico Vantini, Giacomo Possamai e Massimo Bettin tra i più ascoltati. L'invito ad abbassare i toni non convince però la deputata Simonetta Rubinato, la «tigre di Roncade». «Purtroppo, le regole proibitive fissate dalla direzione del partito e una certa preclusione sospetta alla mia candidatura che sto incontrato in alcuni territori, ci costringono a disperdere energie nella raccolta di migliaia di firme, sottraendole all'elaborazione del progetto, che presenteremo al più presto. Spero che il segretario De Menech dia garanzie perché tutti possano raggiungere il quorum delle firme, sia in assemblea che tra gli iscritti. Questa sì sarebbe la migliore garanzia perché il confronto possa proseguire sereno. Con lo sguardo rivolto a chi è il nostro vero avversario da battere» conclude la Rubinato. Ma che ne pensa Rosanna Fillipin, per 4 anni segretaria regionale Pd, della sfida tutta rosa per la presidenza della Regione? «Se si fosse candidato Giorgio Santini, mio autorevole collega al Senato, avrei dovuto riflettere a lungo su chi appoggiare e sarei andata in crisi, ma tra Moretti e Rubinato scelgo Alessandra. Simonetta è molto competente, brava e preparata ma non ha le caratteristiche per competere con Zaia e siccome il mio obiettivo è governare il Veneto dopo i vent'anni di Galan-Zaia e i loro disastri, allora non posso che appoggiare senza indugi la Moretti. È l'unica che ha chance per vincere e la dobbiamo smettere in fretta di litigare, la politica è spirito di servizio e non scalata al potere personale», conclude la Filippin. Tutto a posto? A Palazzo Ferro Fini gira vice che l'area Cuperlo voglia scendere in campo con un suo candidato, ma Roberto Fasoli smorza ogni polemica: «So che qualcuno ci sta pensando, io credo sia un grave errore. Basta con le liti nel Pd e gli annunci di scissione. Dobbiamo battere Zaia, io non mi ricandido ma assicuro il mio impegno alla candidata che vincerà le primarie. Dobbiamo far ripartire l'economia, ieri abbiamo vinto una battaglia sui distretti industriali. Riforme e lavoro, non liti sulle poltrone per superare la crisi».