Code di chilometri sul Terraglio Mogliano bloccata dal traffico

di Matteo Marcon wMOGLIANO Code chilometriche sul Terraglio e città nel caos: è accaduto per due mattine consecutive e rischia di ripetersi ancora a lungo. La tromba d'aria che ha messo in ginocchio la frazione di Mazzocco lunedì pomeriggio ha innescato un effetto domino: e a pagare sono soprattutto gli automobilisti. Dopo i prevedibili disagi del giorno dopo, anche ieri, il traffico è collassato. Ora le proteste, in assenza di possibili soluzioni, iniziano ad aumentare. Via Sassi, infatti, una strada alternativa alla statale 13 molto utilizzata dai dipendenti delle Generali, rimarrà chiusa ancora per parecchi giorni. La tromba d'aria, con raffiche di vento stimate in 80 chilometri orari, ha sradicato ben 15 alberi, trasformando la carreggiata in una groviera. Questo scenario post apocalittico ha colto di sorpresa anche i tecnici del comune, che per un giorno intero non sono riusciti a comprendere l'entità del danno e l'elenco degli interventi necessari per tornare alla normalità. È invece un dato certo quello denunciato dai pendolari: «Un'ora e mezza per attraversare Mogliano sul Terraglio». Con gli eventi atmosferici di lunedì scorso la situazione della mobilità moglianese, sommando anche il prolungarsi dei lavori sul ponte dello Zero a cura dell'Anas che dovevano finire a metà settembre, è diventata insostenibile. Al punto tale da spingere all'intervento anche forze politiche che raramente fanno sentire la loro voce sui temi di carattere locale. «Cosa intende fare l'amministrazione comunale?» È questa la domanda che si fanno Scelta Civica e Mogliano Europea. «Il sindaco deve dare una prospettiva di ripristino della viabilità verso via Marocchesa, impegnandosi affinché sia la più tempestiva possibile», commenta Mattia Stagnitta,«Inoltre va attuato un piano di emergenza che veda un impegno straordinario da parte della polizia locale». Tra i disagi segnalati c'è soprattutto quello al collo di bottiglia del semaforo di via Marocchesa. «Credo anche che, vista la situazione gravissima, si debbano ipotizzare anche soluzioni non convenzionali come l'apertura, in via transitoria, di Via Ragusa», aggiunge il responsabile provinciale Riccardo Scattaretico. Mattia Stagnitta aggiunge ironicamente che «quanto accaduto in via Sassi è quasi una vendetta della natura rispetto a ciò che è stato fatto in via Barbiero». Quello che sta emergendo con evidenza è che il Terraglio, allo stato attuale, non è pronto ad assorbire tutto il traffico. Si aggiungono ulteriori problemi considerando il fatto che i semafori di via Marocchesa e via Gatta sono entrambi gestiti dal comune di Venezia, e il dialogo non è affatto scontato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA