Ditec di Quarto, si cercano acquirenti

QUARTO D'ALTINO Cercare acquirenti per lo stabilimento di Quarto, facendo leva sul pacchetto di agevolazioni e incentivi che l'accordo siglato lo scorso anno al ministero dello Sviluppo economico mette a disposizione degli imprenditori disposti a subentrare nell'attività. Oppure ricollocare altrove i 40 dipendenti ancora in cassa integrazione. È duplice il percorso, tracciato ieri in Consiglio regionale, per cercare una via di uscita alla crisi della Ditec di Quarto. A Palazzo Ferro Fini si sono incontrati i rappresentanti sindacali dei lavoratori e i membri della commissione Attività produttive del Consiglio regionale: il presidente Luca Baggio (Lega), il suo vice Roberto Fasoli e i consiglieri Pd Bruno Pigozzo e Mauro Bortoli. A un anno di distanza dalla firma sulla cassa integrazione (allora per 57 dipendenti, ma in questi mesi 17 hanno trovato un nuovo lavoro), la commissione torna dunque a convocare il tavolo tecnico che ha seguito la crisi dell'azienda altinate. Stavolta, però, ne sarà allargata la partecipazione non solo a Confindustria, ma anche alle altre organizzazioni del mondo datoriale: da Apindustria a Confartigianato, alla Lega delle cooperative. L'obiettivo è sondare la disponibilità di qualche imprenditore a ripartire con una produzione aziendale specializzata nel sito di Quarto. «I tempi stringono», avverte però Giuseppe Minto, segretario della Fiom Cgil di Venezia, «a settembre 2015 scadrà il secondo e ultimo anno di cassa integrazione per i 40 lavoratori rimasti in azienda. Se non si riusciranno a trovare investitori, bisognerà pensare a percorsi di rioccupazione per i lavoratori, coinvolgendo le ditte venete, concorrenti e non». Giovanni Monforte