«Confindustria assente, ma rispetta il patto»

VENEZIA Come si fa a costruire il «patto sicurezza» sul lavoro se Confindustria diserta il summit convocato dalla Regione? Clodovaldo Ruffato non vuole aprire polemiche e si limita a dire che, «dai colloqui avuti con il presidente degli industriali del Veneto ho ricavato la convinzione che le imprese faranno fino in fondo la loro parte per ridurre gli infortuni sul lavoro. Non so perché non siano venuti al vertice, ma resto convinto che metteranno in campo tutte le iniziative per realizzare la prevenzione. Sono 46 i morti registrati dall'inizio dell'anno nella nostra regione» spiega il presidente del consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, «con un computo complessivo nazionale che ormai ha raggiunto i 719 decessi. Una cifra impressionante, ancor più preoccupante se pensiamo che le molte e buone leggi esistenti non sono sufficienti ad evitare le tragedie. La partecipazione al dolore da parte di chi, come noi, rappresenta le Istituzioni, non può fermarsi al cordoglio verso le famiglie. Mentre la crisi economica non molla la presa siamo coscienti che il rischio che si corre, sia da parte degli imprenditori che da parte dei lavoratori, è di abbassare la guardia proprio sulla sicurezza». Immediata la replica di Confindustria veneta: dal quartiere generale di Mestre si sottolinea la difficoltà organizzativa a partecipare ad un vertice convocato solo tre giorni prima. Quanto al «patto sicurezza» sul lavoro, gli industriali ricordano di essere all'avanguardia nei corsi di formazione professionale nelle aziende. Al vertice a palazzo Ferro Fini erano presenti, oltre a Ruffato, il presidente della terza Commissione, Luca Baggio, l'assessore Elena Donazzan, numerosi consiglieri più le delegazioni di Cgil, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Copagri e Cna Veneto, per un totale di circa cinquanta presenze. «Abbiamo avviato un tavolo di concertazione autenticamente sinergico per arrivare ad un patto per la sicurezza che venga incontro alle esigenze dei lavoratori e delle categorie interessate», ha sottolineato Luca Baggio (Lega) mentre per Roberto Fasoli (Pd) è la cultura della sicurezza il primo obiettivo da perseguire, «decidendo tutti insieme che il raggiungimento della sicurezza sul lavoro non è un costo, ma una piattaforma da cui partire». (al.sal.)