«Venezia, città scossa da vicende inquietanti»

di Alberto Vitucci wLIDO «In questa città, scossa nelle sue rappresentanze pubbliche da vicende inquietanti e penose, la Biennale è un pilastro istituzionale. Desidero rendere omaggio con la mia presenza qui a questa istituzione prestigiosa, a cui l'Italia deve molto per il suo prestigio internazionale e culturale». Eccolo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dopo una lunga attesa si fa vedere poco prima delle 19 in Sala Grande e prima di presenziare all'inaugurazione della 71esima Mostra del Cinema concede qualche battuta ai giornalisti e agli inviati delle televisioni che lo attendono da ore. Incontro piuttosto rapido nell'entrata dei Leoni, mentre fuori ancora si sentono gli echi della protesta dei lavoratori del Comune venuti in corteo a chiedere il suo intervento contro i tagli agli stipendi decisi dal Comune. Accanto a lui il presidente della Biennale Paolo Baratta, che era andato ad accoglierlo in mattinata, insieme al prefetto Domenico Cuttaia. E poi il presidente della Regione Luca Zaia e il suo vice Marino Zorzato, il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato e quello della Provincia Francesca Zaccariotto, in abito lungo bianco. Per il Comune il commissario Vittorio Zappalorto e il direttore generale Marco Agostini. Un accenno esplicito, dal Presidente, alle recenti vicende veneziane e allo scandalo del Mose che ha portato a numerosi arresti e alle dimissioni del sindaco e della giunta, con lo scioglimento del Consiglio comunale. Ma soprattutto un invito a «seguire gli esempi migliori di questa città che appartiene al mondo». «Una città straordinaria che ha tante cose positive. Se il Paese ne seguirà l'esempio potrà ripartire». E uno degli esempi migliori è appunto, secondo il Presidente, la Biennale e «non solo quella cinematografica». C'è chi lo interpreta come un viatico a una possibile carriera politica per il presidente della Biennale, Paolo Baratta, per cui qualcuno vede un futuro da candidato sindaco per il centrosinistra alle prossime elezioni. Ma la smentita arriva immediata. «Il presidente Baratta intende concludere il suo mandato alla Biennale che scade l'anno prossimo», taglia corto un suo collaboratore. Fatto sta che il complimento presidenziale è qualcosa di più di quanto preveda il protocollo. Giorgio Napolitano del resto non è mai mancato negli ultimi anni alla Biennale, si trattasse dell'apertura della sezione Architettura o delle Arti visive, ai Padiglioni dei Giardini e all'Arsenale. Stavolta ha ridotto il programma della sua visita al minimo anche per l'assenza della moglie Clio, rimasta a Roma per problemi di salute. Il Presidente però non ha voluto perdersi la serata di apertura della rassegna cinematografica. E si è speso in grandi elogi per la gestione della Biennale. Un «esempio virtuoso» di gestione degli eventi culturali che dà lustro all'Italia, ripete il Presidente. Glissando anche una domanda sulla possibilità che si possa fare presto una legge a tutela del Cinema. «È un compito del governo», risponde. Una giornata dedicata alla cultura, quella del presidente. Arrivato a Tessera intorno a mezzogiorno è poi sbarcato all'hotel Excelsior, dove ha pranzato con il seguito e il figlio Giulio. Poi è uscito intorno alle 18.30, per salutare le autorità e presenziare alla proiezione del film «Birdman» del messicano Alejandro Inarritu. Alla Sala Grande è arrivato in auto dall'albergo passando dall'entrata dei Leoni. In serata, cena sulla terrazza dell'Excelsior in forma strettamente privata. Come privata sarà la visita che il Capo dello Stato farà stamani alla Fondazione Gianni Pellicani a villa Settembrini. Napolitano, che era amico fraterno del compianto vicesindaco e parlamentare del Pci, visiterà la Fondazione e gli saranno illustrati i progetti in corso di ricerca e catalogazione di foto e documenti della vita recente della città. Subito dopo pranzo, il Presidente ripartirà per Roma a bordo dell'aereo presidenziale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA