Crolla la rampa, coniugi prigionieri in casa

CAVARZERE Sette mesi "prigionieri" in casa propria. E senza la minima certezza su quanto potrà durare questa situazione. È quello che sta succedendo alla famiglia Grandis, a Rottanova, per colpa di una rampa arginale mal tenuta negli anni, e della solita "burocratite" da mancanza di fondi di cui soffrono gli enti pubblici, il Comune in particolare. «Davanti alla casa dei miei genitori» spiega Umberto Grandis «c'è una rampa che porta al cimitero del paese (via Coette Basse). Il 18 gennaio scorso è crollata una parte della parete di sostegno della rampa e da allora i miei sono rimasti bloccati in casa: per uscire con la macchina sono costretti a passare per nella proprietà dei vicini. L'11 maggio, poi, è crollata una seconda parte del muro di contenimento, proprio vicino all'entrata di casa». Come conseguenza, il Comune, che già aveva ristretto il passaggio sulla rampa con un senso unico alternato, dal 30 maggio ha chiuso totalmente la rampa al traffico, rendendo difficile, per i residenti, anche solo recarsi al cimitero perché, dal centro di Rottanova, sono obbligati a prendere l'altra rampa, in senso opposto, girandosi sulla stretta strada arginale. «Ora» continua Umberto Grandis «la rampa potrebbe crollare da un momento all'altro. La vicinanza del Gorzone e il passaggio quotidiano di camion che raggiungono alcune imprese lungo la via, rendono ancora più pericolosa la situazione per la mia famiglia e per tutti». Ma un intervento di sistemazione sembra lontano. «In questi mesi ho interpellato il Comune, la Provincia, il Genio civile, per capire chi doveva intervenire. Alla fine, in Comune, dopo lunghe ricerche per capire se "toccava" a loro eseguire il lavoro di sistemazione, o a qualcun altro, hanno detto che non ci sono soldi, che hanno inviato una segnalazione alla Regione, ma che non hanno ancora ricevuto risposta». (d.deg.)