I sindaci delle alluvioni «Tenete duro, come noi»

di Massimo Guerretta wPIEVE DI SOLIGO Uno accanto all'altro, senza distinzioni politiche, consapevoli di dover rappresentare un territorio lacerato per sempre. Quattro paesi listati a lutto, un'intera provincia, quella trevigiana, che si è paralizzata per le vittime del Lierza, tutta una regione, il Veneto, con le bandiere a mezz'asta per la tragedia di Refrontolo. È stato immediato rispondere all'appello di Luca Zaia: il momento del silenzio, della mestizia, è diventato doveroso in ogni Comune veneto. Ma è l'Italia tutta, in realtà, a restare sgomenta per quello tsunami che segnerà d'ora in avanti il nome del Molinetto della Croda, uno dei simboli della Marca. L'omaggio delle massime istituzioni è arrivato di primo mattino: ai piedi dell'altare, ai lati delle bare al Duomo di Pieve, sono state posizionate le corone del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del premier Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio non è riuscito nel blitz pronosticato per i funerali, e in sua rappresentanza - e in rigoroso silenzio - ha mandato il il ministro dell'Ambiente, Gian Luigi Galletti, che aveva già avuto modo di comprendere il dramma del territorio dell'Alta Marca. Al suo fianco, in Duomo, c'era il governatore Luca Zaia, con il presidente del consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, ma anche parlamentari locali (come Marco Marcolin), il viceprefetto Pietro Signoriello, il presidente della Provincia Leonardo Muraro e tanti, tantissimi sindaci arrivati anche da lontano. Spicca, tra le centinaia fasce tricolori che hanno trovato posto in Duomo, quella del santalucese Riccardo Szumski, cinta da un nastro nerissimo per ricordare i quattro amici che non ci sono più. Qualche bancone più avanti, ancora provata dalla tragedia, il sindaco di Refrontolo Loredana Collodel e quello di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, con l'assessore di Sernaglia Vanni Frezza a rappresentare il sindaco Sonia Fregolent. Ma c'erano praticamente tutti quelli della Marca - tra loro anche Giovanni Manildo, primo cittadino del capoluogo – e si sono mescolati, dicendo addio alle solite divisioni tra destra e sinistra, per organizzare le auto per Pieve. Non solo: c'erano i gonfaloni delle Province di Verona e Vicenza, c'era Marina Buffoni, assessore di Padova, cinta dalla fascia tricolore, e c'era anche Vittorio Meneghello, sindaco di Bovolenta, paese della provincia euganea. Non ha dimenticato l'alluvione del 2010: «Sono passati quattro anni, ma per me sembra ieri», allarga le braccia, «quindi mi sono sentito in dovere di essere qui. Il dramma di questa tragedia è grande, ma ora queste famiglie e questa comunità devono tener duro». Un lutto che è arrivato in tutta Italia, fino in Senato: su richiesta di Patrizia Bisinella (Lega) accolta dal presidente Pietro Grasso, l'assemblea ha osservato un minuto di silenzio per le vittime della bomba d'acqua che ha travolto il tendone della Pro loco di Refrontolo. «Partecipiamo al dolore di tutta l'Italia per questa tragedia, con la speranza che tragedie del genere non debbano più succedere». ©RIPRODUZIONE RISERVATA