Un clamoroso ritorno Munari-Petrarca: è fatta

È già superIbra. Con una doppietta realizzata nel primo tempo (9' e 20', su rigore), l'attaccante svedese ha trascinato il Psg alla vittoria per 2-0 sul Guingamp che vale il trionfo nella 19esima edizione della Supercoppa di Francia. A Pechino, la squadra di Laurent Blanc - con Verratti e Thiago Motta titolari, così come Salvatore Sirigu - ha archiviato subito la pratica grazie a Ibrahimovic, a segno dopo 9' su iniziativa di Pastore e poi preciso dal dischetto (fallo di Jacobsen su Bahebeck). Sirigu al 32' ha parato un rigore di Yatabarè. di Simone Varroto wPADOVA E se il vero colpo del mercato del Petrarca non fosse un giocatore ma un dirigente? Alla vigilia del raduno della prima squadra, fissato per domani al centro sportivo Geremia a Padova, l'ambiente tuttonero ha le orecchie tese per una voce che da qualche giorno circola insistentemente, circa un clamoroso ritorno a casa, fino a pochi mesi fa assolutamente impensabile. Si attende solo l'ufficialità, da parte della società di via Gozzano, ma il nome è proprio quello: Vittorio Munari. I bene informati assicurano che per lui è già pronta la poltrona di vicepresidente, con forte propensione operativa. Il piccolo Napoleone padovano, classe 1951, dopo aver vinto da allenatore gli scudetti tuttoneri degli anni '80 e raggiunto due finali (perse) a fine anni '90, ha gestito per 12 anni come dg il Benetton Treviso, portandolo nel professionismo della Celtic League dopo aver sbaragliato la concorrenza in Italia. Non fu privo di polemiche, quel passaggio dalle sponde del Bacchiglione a quelle del Sile. E non è un segreto nemmeno che Munari abbia diversi detrattori nell'ambiente petrarchino, soprattutto tra gli old. D'altra parte, oltre ad essere la voce più nota e riconoscibile del rugby italiano (grazie alle sue funamboliche telecronache), la sua caratura tecnica, esperienza manageriale e considerazione internazionale sono qualità indiscutibili che ne fanno una risorsa potenzialmente senza pari per le aspirazioni di un Petrarca che vuole rilanciarsi, pur fra le ristrettezze economiche. Senza contare l'ottimo rapporto che lega il direttore sportivo Corrado Covi (ex capitano tuttonero) al suo ex allenatore, rapporto che si è rinnovato e consolidato nel corso dell'ultima stagione, a partire dalle ultime elezioni Fir (quando Covi e il Petrarca appoggiarono con forza la candidatura sia di Zatta che di Munari) e successivamente con l'elezione di Innocenti alla guida del Comitato regionale Veneto. L'ipotesi di un suo clamoroso ritorno a Padova era spuntata dal cilindro alcuni mesi fa, mentre infuriavano le polemiche per il diktat del presidente federale Alfredo Gavazzi alla Benetton. «Via Munari o niente soldi a Treviso», si dice ordinò Gavazzi, dopo che la Fir aveva garantito l'appoggio economico al club biancoverde per le prossime stagioni celtiche. Il presidente del Petrarca Enrico Toffano lo aveva cercato subito per proporgli un nuovo futuro alla Guizza, da dg. L'ipotesi Munari tuttavia, per ammissione dello stesso Toffano, si era rivelata subito troppo costosa, a causa delle magre finanze del Petrarca (tagliato fuori dalle coppe europee). Nelle ultime settimane però qualcosa si è mosso, grazie all'intercessione di alcuni storici dirigenti petrarchini. Ora si attende solo l'annuncio della società, che nel frattempo sta per ufficializzare anche l'arrivo di un giovane utility back dall'Australia. E da domani tutti al lavoro, con la testa già rivolta al derby con Rovigo che aprirà nel migliore dei modi il campionato di Eccellenza.