Riparto sanitario, ok della giunta Il Pd: «Ancora tagli, ricorso al Tar»

VENEZIA La Giunta regionale applica il riparto sanitario alle aziende sanitarie del Veneto? E l'opposizione si arrabbia. «Impugneremo davanti al Tar la delibera 1171 dell'8 luglio scorso – tuona Claudio Sinigaglia, capogruppo del Pd in commissione sanità –: Zaia e Coletto se ne infischiano delle procedure per mascherare i clamorosi tagli al sociali che hanno deciso di applicare. Ma sbagliano e se ne accorgeranno». Secondo il Pd i tagli maggiori colpiscono, ancora una volta, i centri diurni per i disabili (due milioni in meno) e soprattutto la giunta si è riservata 29 milioni da gestire in assoluta discrezionalità. «Nella giunta dell'8 luglio scorso Zaia ha approvato il riparto del fondo sanità per il 2014 senza chiedere il parere alla quinta commissione. Se non verrà corretta la formulazione faremo ricorso - spiega Sinigaglia – Il provvedimento approvato non rispetta infatti la legge: ad esempio per la ripartizione del Fondo per la non autosufficienza, ridotto a 693 milioni, la legge regionale 30 del 2009, che lo istituisce, recita testualmente che il riparto è approvato dopo il parere della commissione competente. Zaia non faccia il furbo. I tagli alla domiciliarità, alla disabilità e alle case di riposo non passeranno inosservati» Sul Fondo per la non autosufficienza il taglio è del 5 per cento: «Non può passare inosservato - spiega Sinigaglia –: l'anno scorso su più di 700 milioni si verificò il braccio di ferro tra l'assessore Sernagiotto e Mantoan. Questa volta mi sembra che Mantoan, in assenza dell'assessore, si sia ripreso i soldi con gli interessi a scapito dei non autosufficienti». Il fondo infatti è diminuito di circa 30 milioni, che fanno pari con l'analoga cifra che la giunta si è riservata per progetti speciali. «Ma questo vuol dire penalizzare le categorie più deboli» spiega Sinigaglia. Nella delibera sono confermate le quote capitarie dell'anno scorso, che vedono le Usl di Belluno, Adria e Venezia «premiate» rispettivamente con 1812, 1771 e 1753 euro a testa. Mentre in fondo alla classifica ci sono le aziende sanitarie di Bussolengo, Mirano, San Donà di Piave, Asolo, Thiene e Arzignano (1500 euro pro capite). Il riparto è mitigato da finanziamenti per gli investimenti (premiate soprattutto Treviso, San Donà, Veneziana e l'Azienda di Padova). Otto milioni e mezzo sono invece destinati alla medicina di gruppo integrate: a Padova e Verona piovono più di 800 mila euro per incentivare i medici di base, a Treviso 721 mila euro, a Vicenza, a Venezia e Bussolengopiù di 500 mila euro. Confermati i 50 milioni di «contributo straordinario per l'avvio dei lavori per la realizzazione del Nuovo Polo della salute di Padova», previsti dalla legge finanziaria regionale. Complessivamente, il bilancio della sanità veneta è di 8,5 milioni di euro: quasi 7,8 miliardi per il riparto tradizionale delle aziende sanitarie, 700 milioni circa per il fondo della non autosufficienza. Le voci principali riguardano il riparto per quota capitaria, il finanziamento a funzione e il finanziamento per gli investimenti. Daniele Ferrazza ©RIPRODUZIONE RISERVATA