Addio alla massoneria «L'avrebbero cacciato»

PADOVA «Mi dicono che Giancarlo Galan da almeno quindici anni non frequenti i riti della loggia. Probabilmente, anche a causa dei suoi incarichi, ha vissuto questa esperienza come distante dai propri interessi». Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, commenta così «l'entrata in sonno» della sua iscrizione alla loggia Florence Nightingale di Padova, una delle cinque «officine» massoniche della città del Santo. Una decisione forse intrapresa dall'ex governatore per anticipare una iniziativa d'ufficio che avrebbe potuto essere assunta direttamente dal Venerabile della loggia padovana, a cui qualche «fratello» si era rivolto sollecitando un provvedimento di sospensione o addirittura di espulsione dalla massoneria. «Probabilmente - ha aggiunto il capo della principale massoneria italiana – ha ritenuto di non voler mettere in imbarazzo il proprio Maestro Venerabile e gli affiliati della loggia, anticipando l'apertura di un possibile procedimento di sospensione che avrebbe potuto aprire la loggia stessa. Personalmente, mi auguro che Galan possa chiarire la sua posizione giudiziaria al più presto e che gli stiano garantiti i diritti della difesa». Giancarlo Galan è dal 1987 iscritto alla massoneria del Gran Oriente d'Italia. Loggia 102 «Florence Nightingale» di Padova: insieme a lui, medici, avvocati e notai padovani. L'elenco è depositato, per legge, in Prefettura. Il 6 giugno scorso, a seguito della retata della Procura di Venezia, il «fratello» Giancarlo Galan ha mandato una lettera al suo Venerabile Maestro chiedendo di essere collocato «in sonno». E gli organi della loggia padovana gli hanno concesso questa possibilità, disinnescando così una procedura che avrebbe potuto essere aperta d'ufficio e che forse qualcuno aveva sollecitato. A Padova e nel Veneto la massoneria sta tornando ad essere a lavorare alla luce del sole e più frequenti sono le sue iniziative pubbliche. In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, anche a Padova, si sono svolti convegni e seminari pubblici. Nel Veneto sono presenti tutte e tre le «grandi famiglie» della massoneria: Grande Oriente d'Italia, Gran Loggia d'Italia di Piazza del Gesù e Gran Loggia Regolare d'Italia. Complessivamente, si parla di circa cinquecento affiliati. Il Grande Oriente d'Italia (Goi) vanta diciotto logge nel Veneto: cinque a Padova e i loro nomi sono La Pace, Galileo Galilei, Florence Nightingale, Giuseppe Garibaldi, Ekhnaton; due ad Abano Terme (Pietro d'Abano e Maat la Saggezza Trionfante); due a Treviso (Paolo Sarpi ePrimavera); quattro a Venezia (Risorgimento, L'Union, Serenissima, Sectio Aurea), una a Rovigo (Enrico Cairoli), due a Verona (Colonia Augusta e Carlo Montanari), due a Vicenza (George Washington Lodge e I Veri Amici). L'obbedienza della Gran Loggia d'Italia, guidata da Antonio Binni, ha tra i suoi Gran Maestri anche il veneziano Luigi Danesin, ha tredici «Orienti» nel Triveneto: a Venezia, San Donà di Piave, Mestre, Padova, Abano Terme, Chioggia,Stra, Treviso, Conegliano, Vicenza, Verona, Trento e Rovigo. La Gran Loggia Regolare d'Italia, guidata dal Gran Maestro Fabio Venzi, ha un'articolazione triveneta e una loggia Treviso, denominata Keystone, che si riunisce il secondo e quarto giovedì di ogni mese. Dell'iscrizione di Galan alla massoneria si è sempre saputo. Di fede liberale, profondamente laico e per indole distante dalle espressioni del Clero, Galan si è affiliato a 31 anni, al tempo in cui lavorare in Publitalia guidata da Berlusconi. La più antica associazione massonica è proprio quella del Grande Oriente d'Italia, fondata nel 1805 e che annoverò tra i suoi affiliati anche Giuseppe Garibaldi. Nella storia, molti personaggi noti come Giosuè Carducci, Ugo Foscolo, Giovanni Pascoli, Edmondo De Amicis furono massoni. Nel 1982 la Loggia P2, guidata dal faccendiere Licio Gelli, fu sciolta definitivamente per legge: la sua era una «organizzazione criminale» che aveva lo scopo di sovvertire l'ordine democratico italiano. Da allora gli elenchi dei massoni devono essere depositati e aggiornati in prefettura. E attorno alla massoneria aleggia un'ombra di mistero e diffidenza. Daniele Ferrazza