Un secolo di storia in cinque sale e in un'intera città

di Silva Menetto Verona ritrova le sue collezioni di arte moderna. Riaprire un museo in tempo di crisi è un vero successo. Onore al merito dunque per l'operazione di riallestimento della Galleria di Arte Moderna Achille Forti a Verona, nella nuova sede di Palazzo della Ragione. Un'operazione resa possibile da un accordo tra amministrazione comunale e Fondazioni CariVerona e Domus, di cui Verona sentiva fortemente il bisogno dopo la riconversione di Palazzo Forti, sede originaria della Gam. Palazzo della Ragione è situato tra Piazza delle Erbe e piazza dei Signori, al centro del reticolato della Verona romana ed è il fulcro di un complesso monumentale (visitabile con un unico biglietto) che rappresenta il nucleo più antico della città, con la maestosa Scala della Ragione, la Cappella dei Notai e la Torre dei Lamberti, da cui si gode un panorama unico su Verona e dintorni. Il Palazzo era rimasto chiuso dagli anni Ottanta fino agli inizi del 2000, quando la Fondazione Cariverona finanziò un articolato intervento di restauro realizzato da Tobia e Afra Scarpa che lo ha trasformato in centro espositivo. Dal 12 aprile scorso la nuova missione: il piano nobile di Palazzo della Ragione ospita la nuova Galleria d'Arte Moderna Achille Forti, un percorso espositivo in cinque sale compreso in un secolo esatto di storia. Per ridisegnare gli spazi e selezionare le opere da esporre è stato chiamato come direttore artistico Luca Massimo Barbero che ha scelto come filo conduttore un sottile gioco di rimandi architettonici e pittorici tra il "dentro" e il "fuori", tra le opere esposte all'interno e l'"imago urbis" esterna. Instancabile tessitore di legami tra opere, storia, architettura e territorio, Barbero ha selezionato 150 tra quadri e sculture che coprono un arco di tempo dal 1840 al 1940, provenienti dalle ricchissime Collezioni Civiche veronesi (prima tra tutte quella donata da Achille Forti) e dalle collezioni Domus e CariVerona. Ad accogliere il visitatore, nella prima sala, è il "Dante" di Ugo Zannoni, versione in bronzo della grande statua in marmo esposta in Piazza dei Signori. Verona sotto il dominio austriaco e i motti risorgimentali sono emblematicamente riassunti in "Meditazione" (1851) di Francesco Hayez, quadro simbolo della collezione Forti. Emozionante l'incontro coi capolavori in cera di Medardo Rosso - "Bookmaker" e "Ecce Puer" - nella Sala Quadrata, circondati dai quadri di Fattori e di Morbelli che testimoniano l'ingresso nell'Ottocento moderno. I nuovi fermenti delle avanguardie del Novecento sono raccolti nella sala successiva, la Sala Picta, con le bellissime tele di Felice Casorati affiancate a cicli quasi antologici come quello di Pio Semeghini e di Gino Rossi. Sul fondo del salone, il biancore lunare della "madre adottiva" (1916) di Adolfo Wildt, prestato per l'occasione dalla Galleria internazionale di Arte Moderna di Ca' Pesaro, secondo una politica di dialogo tra grandi musei del territorio che Barbero ha avviato con successo. Quella di Wildt del resto non è l'unica opera prestata per l'esposizione veronese: viene dall'Ulss di Feltre la "Maternità II" di Cagnaccio di San Pietro; dai Musei Civici di Padova il "Ragazzo cadorino" di Ubaldo Oppi e dai Civici di Vicenza l'altro Oppi in mostra, "I tre chirurghi". Il percorso espositivo si chiude con la "Donna che nuota sott'acqua", capolavoro della crisi espressiva di Arturo Martini. Galleria d'Arte Moderna Anchille Forti. Palazzo della Ragione, Cortile Mercato Vecchio, Verona. Orario: da martedì a venerdì 10-18. Sabato, domenica e festivi 11-19. Luglio e agosto da martedì a domenica 11-19.