Zaia furioso: «Scappano dopo poche ore e poi diventano abusivi sulle spiagge»

«Mi spiace per la Presidente Boldrini, ma l'Italia non è così facilmente divisibile tra chi ha capito tutto e chi è razzista. Io non lo sono, ma considero immorale far credere a mezza Africa che è sufficiente arrivare a Lampedusa per risolvere i problemi della guerra e di una vita di stenti». Così il Presidente della Regione Luca Zaia (foto) interviene sul trasferimento in Veneto dei migranti. «Se migliaia di persone scappano dalla fame bisogna creare le condizioni per portare pace e cibo a casa loro non farli venire a morir di fame qui», dice il governatore. E aggiunge: «In Veneto, di 2000 profughi sinora arrivati circa la metà è scomparsa nel nulla senza essere identificata; che altri 200 sono in arrivo, e chissà quanti altri ancora in futuro, e che le strutture pomposamente chiamate Hub che dovrebbero accogliere le persone sono 3 caserme dismesse e inagibili a Ceggia, Meolo e Codogne', al cui esterno dovrebbero nascere praticamente 3 tendopoli, e una ex scuola a Trivignano. Ma le tende non si sa chi le mette, i pasti non si sa chi e con quali cucine da campo li deve preparare, i letti, almeno quelli, dovrebbero arrivare dall'esercito. Roba da repubblica delle banane». Zaia è furioso perché «tutto viene scaricato sulle comunità locali e sui sindaci, già strangolati dal patto di stabilità, con la miseria di 35 euro a persona per organizzare i servizi. Siamo di fronte a un'organizzazione alla Franceschiello e a un Paese che, se volesse dirsi civile, dovrebbe adoperarsi per fermare questo flusso alla fonte, considerando poi che due terzi di questi ospiti spariscono in 48 ore. E dove li ritroviamo? A delinquere o a fare i venditori abusivi sulle spiagge».