Sole, caldo e bagni al mare ma pochi i turisti italiani

di Giovanni Cagnassi wJESOLO Finalmente il sole, e anche le code e il traffico che ne sono il corollario e il vero termometro dell'estate. Nel primo week-end davvero estivo, neppure il meteo ha potuto sbagliare. Da ieri sera, il traffico si è sensibilmente intensificato nella direzione delle spiagge veneziane che veleggiano verso il sospirato tutto esaurito. Ma sarà tutt'altro che scontato, anche perché la concorrenza, in Europa, è sempre più agguerrita. Ci sono Turchia, Grecia, Spagna, che oggi lavorano per conquistare nuove quote di mercato estero. Un'estate ancora piena di incognite perché tanto, troppo peso hanno avuto i pendolari, mentre i turisti appaiono in calo, soprattutto gli italiani, e con minori possibilità di spesa. Si concendono pochi giorni, in albergo piuttosto che in appartamento, e limitano le spese perché non hanno soldi a disposizione per gli svaghi. Così è l'indotto turistico a risentirne. I turisti italiani sono i grandi assenti dell'estate 2014. Dal 2009 a oggi il calo supera il 50 per cento con una media del 10 per cento a stagione. Ma quest'anno il fenomeno appare davvero più evidente, perché le famiglie italiane, da Bibione fino a Sottomarina, si vedono effettivamente meno. Arrivano, soprattutto concentrate nel fine settimna, si fermano venerdì, sabato e domenica e poi tornano a casa. Dal lunedì le maggiori località di mare tornano assolutamente vivibili, senza pienoni, gente in passeggiata, alberghi pieni. È l'estate del mordi e fuggi, secondo una tendenza consolidata ormai da anni. «Purtroppo neppure gli 80 euro di Renzi sono serviti», spiega Marco Michielli, presidente della Federalberghio Veneto, «o per lo meno non per le vacanze. Gli italiani calano anche quest'anno, se arrivano non spendono, o si fermano poco tempo. I tedeschi stanno tornando, anche perché prima non avevano avuto vacanze dalla Pentecoste in poi. Quanto ai russi, con la svalutazione del rublo, ce li siamo giocati anche loro e quest'anno si saranno dimezzati». I turisti italiani oggi sono il 48-49 per cento, attorno al 51 per cento gli stranieri. Secondo il presidente dell'Aja, associazione jesolana albergatori, Massimiliano Schiavon, al primo posto ci sono i tedeschi, al secondo gli austriaci seguiti da svizzeri, francesi e turisti dell'est. «I dati che abbiamo a disposizione», spiega Schiavon, «sono questi. Finora l'estate non è ancora davvero decollata e siamo davvero avanti. Quanto perso a maggio e giugno è sotto gli occhi di tutti, ma adesso, in piena stagione estiva, le camere libere sono una vera perdita economica per l'impresa turistica». La concorrenza non è più tanto la Croazia, rivelazione dagli anni '90 ai primi del 2000, quanto le Baleari, le isole greche e adesso la Turchia che ha belle spiagge e ottimi prezzi. Sono proprio i dati relativi alla Turchia che consentiranno di stilare un bilancio sulla vera concorrente alle spiagge italiane. «Dobbiamo comprendere», conclude Michielli, «che non possiamo più dipendere dalla Baviera, da chi arriva a destinazione in 6 ore, code permettendo. I turisti tedeschi planano in aereo comodamente a Ibiza o in Turchia, e così li perdiamo definitivamente. Dobbiamo puntare sui voli e collegamenti aerei per far fronte alla crisi».