Caos inquilini e la rabbia di chi deve versare tanto

«Molti inquilini presi alla sprovvista non sanno quanto e come dovranno pagare la Tasi, anche perché devono ottenere i dati sulla rendita catastale dell'appartamento da parte dei padroni di casa». Anche i Caf vivono giornate di grande lavoro, causa l'appuntamento con il pagamento della Tasi. Cristian Rosteghin del Caf Acli di Venezia segnala le difficoltà di tanti contribuenti che vivono in case in affitto. «Si paga il 3,3 per mille sulla rendita, moltiplicata per 1,05 e poi per 160. Da questo valore si calcola il 10 per cento che può essere versato in due rate», ci spiega. «Se il contratto è intestato a marito e moglie bisogna dividere ancora per due e ciascuno dovrà versare la sua quota parte». Al Caf dell'Acli come in tanti altri servizi fiscali, una parte del personale impegnato nella campagna fiscale di giugno ha proseguito a lavorare per affrontare la scadenza di metà luglio. E per tante famiglie l'appuntamento con la Tasi non è certo un appuntamento facile. «Sono a dir poco allibita dall'importo che sarò obbligata a pagare», ci scrive la signora Federica Celegato, che si dice indignata per quanto dovrò pagare. «Io abito a Marghera, ho un appartamento di circa 140 metri quadri degli anni Settanta che divido con mio marito, entrambi lavoratori dipendenti, e i nostri due figli di 5 e 10 anni. Non sono certo abbiente, sto pagando un mutuo che si estinguerà tra 20 anni (con una rata di 800 euro)», racconta. «Tutto questo per dire che l'importo Tasi che dovrò pagare è di 595 euro! Non ho diritto ad alcuna detrazione in quanto la mia rendita supera di poco i mille euro. Non posso credere che il Comune abbia penalizzato in questo modo le famiglie. Certo la casa è un poco più grande della media ma ci viviamo in quattro». (m.ch.)