Il centrodestra con Tosi Sì unitario alle primarie

di Filippo Tosatto wVERONA Lo spauracchio del Renzi-pigliatutto spinge il centrodestra veneto a scuotersi dal torpore. Per la prima volta, soggetti divisi e talvolta in lite aperta - Lega, Forza Italia, Ncd, Fratelli d'Italia - chiedono all'unisono le primarie di coalizione, accompagnate da un programma unitario imperniato su politica liberista, cultura d'impresa, presidenzialismo, Senato elettivo. Succede a Verona, la città di Flavio Tosi. Ed è il sindaco-segretario leghista - che si candida a leader nazionale della coalizione - a dirigere gli orchestrali: la senatrice forzista Cinzia Bonfrisco e Anna Bertaia dei Club Forza Silvio; Ciro Maschio dei FdI, Maria Cristina Sandrin della Lista Donne per l'Italia e Fabio Venturi della Fondazione tosiana Ricostruiamo il Paese. A spiccare è soprattutto la presenza della Bonfrisco, da sempre vicina a Berlusconi e in passato acerrima rivale di Tosi, la cui adesione al progetto-primarie ha il tenore di un'inversione di tendenza sempre più vistosa nel malconcio partito azzurro. «Le primarie si faranno, sono un approdo ormai scontato, lo riconoscono anche i più tenaci oppositori, restano da stabilire i tempi e le regole», il commento di Tosi «solo un centrodestra rinnovato, capace di riannodare il rapporto di fiducia con l'elettorato moderato, può competere con una sinistra forte dell'effetto-Renzi e cavalcare le contraddizioni di questo Governo che prometteva meno tasse e invece le ha aumentate, che pasticcia su un Senato inutile di nominati, che garantiva fondi per l'edilizia scolastica e ha fatto retromarcia». «Abbiamo inaugurato un laboratorio di idee e di proposte che guardano avanti», fa eco Bonfrisco «l'unità del centrodestra non si ricostruisce sulle vecchie rendite di posizione ma sulla capacità di dare risposte ai problemi». Un occhio alle politiche, che molti prevedono anticipate a primavera, l'altro alle elezioni regionali del marzo prossimo: «È evidente che in Veneto si giocherà la partita decisiva e che la sinistra farà di tutto per vincere perché è cosciente che è questa la chiave per conquistare il Nord», avverte Tosi «la circostanza deve spingerci a cementare la coalizione su nuove basi, non può essere la sommatoria di sigle e di poltrone, deve esprimere un ventaglio di sensibilità ancorate a obiettivi prioritari condivisi». Belle parole ma chi sarà lo sfidante del centrodestra? Luca Zaia concorrerà con una civica personale ma Tosi e FI resisteranno alla tentazione di fargli lo sgambetto? «La mia è un candidatura nazionale», ribatte il Flavio veronese «e Zaia, governatore uscente che ha amministrato bene, è la nostra scelta naturale. Ma in una coalizione le opzioni vanno condivise, non calate dall'alto. Lavoreremo in questa direzione». A proposito di FI. Ieri i consiglieri regionali subentrati a Remo Sernagiotto (eletto al Parlamento europeo) e Renato Chisso (arrestato nell'inchiesta Mose e sospeso) hanno espresso le adesioni di gruppo: Amedeo Gerolimetto siederà sui banchi di Forza Italia Veneto, il «supplente» Francesco Piccolo ha preferito il gruppo misto.