Rubinato: il Governo sospenda l'appalto della Via del Mare

VENEZIA Il Governo Renzi sospenda, in via precauzionale, la gara d'appalto per la realizzazione e la gestione della nuova superstrada turistica a pedaggio «Via del Mare», destinata a collegare l'autostrada A4, all'altezza del casello di Meolo, con le spiagge del litorale veneziane. La richiesta è contenuta in un'interrogazione alle Infrastrutture Maurizio Lupi, depositata alla Camera dalla parlamentare trevigiana del Pd Simonetta Rubinato e firmata anche dalla collega di gruppo Sara Moretto. L'iniziativa (che fa eco all'analogo intervento di Bruno Pigozzo, vicecapogruppo democratico in Consiglio regionale) prende spunto dal fatto che a proporre l'opera, in project financing, fu nel 2007 Adria Infrastrutture, la società, gestita da Claudia Minutillo e Piergiorgio Baita, finita nel mirino della Procura di Venezia già nelle prime fasi dell'inchiesta che ha terremotato la politica regionale. Ebbene, secondo gli investigatori, Adria Spa - definita «una società di corrotti e corruttori», dall'ordinanza del giudice di Venezia - sarebbe anche stata partecipata, attraverso dei prestanome, da Giancarlo Galan e da Renato Chisso, entrambi indagati nella Tangentopoli veneta. Circostanza ammessa dall'ex governatore del Veneto nel corso della videointervista del 27 giugno al nostro giornale: «L'acquisto del 7% del pacchetto societaria di Adria fu una stupidaggine, un errore che non ripeterei», le sue parole «anche se quelle quote non valgono nulla, perché l'impresa non ha mai costruito nulla». Ma cos'è la Via del Mare? Inclusa dal Cipe tra le opere di «interesse strategico», consiste nella realizzazione di una bretella di collegamento tra il casello autostradale di Meolo sulla Milano-Trieste e la rotatoria «Frova» a nord-ovest del centro abitato di Jesolo; l'asse stradale ha uno sviluppo di circa 19 km e attraversa il territorio di 5 comuni (Roncade, Meolo, Musile, San Donà di Piave, Jesolo) per un costo stimato in 200,752 milioni di euro. Che la cordata capitanata da Adria Infrastrutture Spa, si è offerta di coprire in cambio della riscossione quarantennale del pedaggio, ottenendo così il diritto di prelazione sull'appalto. «Un pessimo affare per la comunità, un vero esproprio ai danni della Treviso Mare e ad esclusivo beneficio dei privati», rincara Rubinato «il piano finanziario del bando è stato a lungo blindato e ora comprendiamo il perché. Va bloccato in ogni caso, a prescindere dai sospetti di illegalità, che pure sono pesanti». Filippo Tosatto