Crosta: «Un errore i tagli alle Camere di Commercio»

MESTRE Va bene unificare le Camere di Commercio, ma arrivare a dire che non sono importanti per il territorio forse è troppo. In maniera gentile, ma esplicita, il segretario generale della Camera di Commercio di Venezia, Roberto Crosta, ha voluto ribadire quanto il taglio agli enti camerali sia dannoso. «Stiamo vivendo un momento particolare», ha detto giovedì in occasione dell'incontro per il "Digital Venice" al Telecom Future Centre, «perché anch'io sono uno dei fautori dell'unificazione delle Camere, ma non si può negare il contributo della Camera di commercio alle imprese e al territorio. Negli ultimi 7 anni abbiamo investito 56 milioni per la promozionei, 10 nella nuova sede, 20 per quote di sistema, il che significa che sono tornati liquidi nel territorio circa 88 milioni, partendo da 120 milioni di incassi che diventano 200 di investimenti considerando il coefficiente di 2,5 di effetto moltiplicatore. Con il taglio del diritto annuale a 8 milioni, non riusciremo a restituire al territorio nemmeno la metà dei diritti, arrivando appena a 1,9 milioni». Il taglio rischia anche di provocare riorganizzazioni interne, con il rischio di perdita di posti di lavoro. Alla presenza di Unioncamere e InfoCamere, si è voluto così sottolineare tre aspetti insostituibili della Camera di Commercio: il registro delle imprese, gli sportelli unici per le attività produttive e la fatturazione elettronica. «Pensare digitale è insito nella Camera», ha detto Crosta, «come dimostra il registro di imprese, digitalizzato già 20 anni fa. Il registro è importante per la lotta contro l'illegalità perché è una memoria di quello che succede. Per quanto riguarda lo sportello, i 44 comuni accreditati hanno un servizio che funziona, gli altri hanno qualche difficoltà». Vera Mantengoli