Jesolo, magica oasi naturalistica

di Giovanni Cagnassi wJESOLO Una località faunistica e naturalistica d'eccellenza. Jesolo non è solo candide e vaste spiagge, spettacoli e intrattenimento, perché la sua qualità ambientale merita di essere conosciuta e apprezzata. Basti pensare agli straordinari ambienti vallivi di Drago Jesolo, Valle Fosse, Grassabò e non ultimo per importanza il comprensorio vallivo di Lio Maggiore che comprende Cavallino, ambienti con circa 20.000 ettari di laguna. Lo illustra Roberto Basso, direttore del museo civico di Jesolo. La città che, sino al 1930 era denominata Cavazuccherina, derivante da un suo canale e dalla sua vocazione agricola-lagunare, dopo le bonifiche iniziate alla fine del 1800. Un'importante area umida-valliva, ricca anche di tracce e testimonianze romaniche, da cui emerge un patrimonio naturalistico e faunistico di riconosciuta e straordinaria rilevanza per l'intero bacino del mar Mediterraneo. «Negli ultimi quattro anni», spiega Basso, «sono state censiti picchi di oltre 150.000 uccelli acquatici con presenze di specie anche rare. Ben lo sanno alcune nicchie di turisti appassionati di natura che regolarmente da Olanda, Belgio, Svezia, Danimarca, Germania e Svizzera. Ogni primavera programmano escursioni facendo base proprio a Jesolo, utilizzando alcuni dei suoi agriturismi o affittando quelle abitazioni prospicienti alla laguna. Se in passato, questa naturale vocazione, dono di madre natura, era essenzialmente vista come elemento di sussistenza alimentare per le varietà ittiche e dalla capienza di uccelli acquatici, su quest'ultimi, oggi sono emersi altri aspetti altrettanto importanti dati dalla bellezza dei loro colori e dalle acrobazie aeree che sono soliti offrire agli appassionati di birdwatching e escursionisti sempre pronti a immortalarli con le loro sofisticate macchine fotografiche. Circa duemila fenicotteri che dal 2008 nidificano regolarmente proprio nel Comune di Jesolo, in popolate colonie dai loro caratteristici nidi conici, ma anche spatole, marangoni minori, aironi rossi e cenerini, cigni, cavalieri d'Italia, avocette, falchi di palude, beccacce di mare e sterne sono solo alcune delle specie di uccelli acquatici sempre più presenti e visibili anche da parte dei turisti più distratti. Che dire poi di tutte quelle specie variopinte che popolano anche i giardini pubblici o le zone periferiche dei parchi di Jesolo, gruccioni,upupe, rigogoli, colombacci, gheppi ed infine una nutrita colonia di scoiattoli rossi, dal comportamento socievole e vivace, tutte queste specie sono ormai da definirsi comuni e abbondanti a testimonianza di una buona compatibilità tra uomo e ambiente e fauna selvatica». Così, la laguna di Jesolo è stata miracolosamente salvata grazie alla passione e agli investimenti profusi dai proprietari privati, tutori anche gelosi di questi piccoli scrigni della natura. Ambienti ricchi di biodiversità, sospesi tra le basse acque salmastre o dolci, un mite clima e la vegetazione tipicamente mediterranea, garantiscono agli uccelli migratori, ma anche a quelli stanziali e nidificanti, risorse alimentari e ambientali per loro ideali. «Oggi sappiamo», continua Basso, «che quando la fauna selvatica ha a sua disposizione eque quantità di fonti alimentari e un ambiente che gli consenta tranquillità e possibilità di riprodursi, la presenza degli uccelli non è solo scontata, ma può incrementarsi in modo esponenziale come di fatto è avvenuto a Jesolo. Quanto affermato è motivo di continui studi e censimenti da parte degli organi competenti territoriali. La Provincia in inverno e primavera, promuove meticolosi censimenti, monitoraggi annuali e inanellamenti, sotto la supervisione dell'Istituto per la Fauna Selvatica di Bologna. Da un più attento esame della posizione topografica del territorio jesolano si nota una straordinaria e naturale vocazione naturalistica. A sud si affaccia sul litorale dell'alto adriatico, a nord - ovest è in gran parte costellata e racchiusa da ambienti vallivi oltre ad avere a est e ad ovest, come confini naturali, le foci di Piave e Sile. Jesolo può così essere definita un piccolo scrigno d'acqua in cui da sempre si mitigano le acque dolci dei fiumi con quelle salate del mare con il risultato finale di possedere una biodiversità particolarmente varia e ricca di specie animali ma anche botaniche. È curioso apprendere che questo territorio è forse più conosciuto e invidiato da studiosi e ricercatori di tutto il mondo rispetto alle popolazioni limitrofe o residenti, ma è proprio vero che chi possiede talune eccellenze o ricchezze a volte non le apprezza a pieno come meriterebbero». «Il sindaco Valerio Zoggia ben conosce questa realtà naturalistica essendo nato proprio nel suo cuore, all'interno di uno dei tanti casoni di valle che costeggiano la laguna. L'amministrazione comunale di Jesolo, soprattutto in questi ultimi anni ha cercato e continua a promuovere iniziative per valorizzare questi ambienti naturali. Sta lavorando a un percorso ciclabile, a una rete di segnaletica e cartellonistica che possa evidenziare le zone vallive. Lo stesso per lo sviluppo di punti di ospitalità o ristoro "agriturismi nella laguna" per quello che deve essere una nicchia di presenze, non di massa, in quanto deve essere rispettosa del delicato equilibrio ambientale, ma attenta allo stesso tempo agli aspetti gastronomici più tipici e alla cultura e tradizioni vallive più vere». «Anche il suo Civico Museo di Storia Naturale», conclude il direttore, «da anni promuove visite guidate in laguna, appositamente rivolte a scolaresche di ogni livello e grado, con l'impegno di far conoscere, ma anche vivere a contatto con la natura, quella più vera e incontaminata». ©RIPRODUZIONE RISERVATA GUARDA LA FOTOGALLERY E COMMENTA SUL SITO WWW.NUOVAVENEZIA.IT