Ciak si gira, Sorrentino incanta San Lorenzo

Gira il Maestro e non si muove paglia. Cellulari silenziosi, tablet muti, piedi scalzi e respiri semi-soffocati in un campo San Lorenzo infuocato dove, per l'intera giornata di ieri, sotto un tendalino nero, tra casse di acque minerali e ventagli, Paolo Sorrentino ha iniziato le riprese veneziane di "La giovinezza" orchestrando in riva al canale le mille facce di Michael Caine, protagonista della pellicola insieme a Harvey Keitel e Jane Fonda, 230 fragorosi anni in tre. Il regista napoletano Premio Oscar, arrivato in laguna con l'obiettivo di farsi notare il meno possibile, si è dovuto arrendere all'evidenza di un piccolo ma motivatissimo esercito di ammiratori che ha sfidato il sole, il tempo che non passava mai e l'autoflagellazione di non poter (quasi) usare il cellulare per fotografare il set. Chiuso il campo, è rimasto il ponte per sbiricare il vorticar nell'aria delle braccia di Sorrentino nel primo ciak del film che - Prodotto da Indigo Film in collaborazione con Medusa - racconterà la storia della vacanza di due ottantenni non ancora domati dalla vecchiaia che si ritrovano a ragionare di quello che hanno vissuto e di ciò che ancora il destino riserverà loro anche attraverso le eistenze dei loro figli. Oltre alla Svizzera, dove sarà girata la maggior parte delle scene (42 giorni su 50 in un clima di mistero assoluto di kubrickiana memoria), una tappa in Inghilterra e un passaggio a Roma, ci sarà dunque spazio anche per un cammeo tutto veneziano per il quale Sorrentino ha scelto con cura porzioni di città meno note, come il rio della Salute, quello delle Becarie e quello di Ca' Foscari. Ma ci saranno anche il cimitero di San Michele, oggi e domani, e una Piazza San Marco alle primissime luci dell'alba. Per evitare curiosi e spintoni di turisti, scatti inopportuni e rivelazioni che potrebbero pregiudicare l'effetto-sorpresa della pellicola, la produzione ha deciso di anticipare le riprese tra le due e le quattro del mattino o in tarda serata. Come ha fatto a Davos nelle settimane scorse, dove il regista appariva e scompariva senza quasi lasciar traccia di sé, tra i collaboratori in maglietta nera e il suo cast stellare non fotografabile, non filmabile e - soprattutto - non disturbabile. Manuela Pivato ©RIPRODUZIONE RISERVATA