Livieri: «Serve il campo nomadi per tutta la Riviera e Miranese»

CAMPAGNA LUPIA «La questione dei nomadi va risolta. I sindaci della Riviera del Brenta e del Miranese devono trovare un accordo e destinare un'area agricola e trasformarla in campo nomadi attrezzato fuori dai centri urbani». A prendere questa posizione è il presidente dei sindaci dell'Asl 13 Fabio Livieri, che affronta il problema anche alla luce delle recenti occupazioni di parcheggi da parte di un gruppo di nomadi da Francia e Spagna. Un gruppo di un centinaio di persone che da circa un mese scorrazza fra Oriago, Spinea, Cazzago, Fossò, Maerne. Nomadi che vengono cacciati di volta in volta con ordinanze di sgombero. Ieri ad esempio a Spinea lo sgombero è stato quasi completato e sul piazzale sono rimaste solo 8 fra roulotte e camper. La carovana però si dirigerà in un altro paese e si ricomincerà. «La conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta», ricorda Livieri, «aveva prodotto una decina di anni fa una dichiarazione di intenti rimasta lettera morta. Si disse infatti che si sarebbe dovuta destinare un'area ad hoc per i nomadi. Un esperimento che ad esempio funzionò nel comune di Fiesso. La soluzione ideale sarebbe perciò un campo nomadi per tutta l'area dei 17 comuni. L'area andrebbe destinata senza guerre di campanile ma rispettando criteri obbiettivi di distanza dai centri abitati e idoneità delle strutture. La creazione del campo andrebbe finanziata da tutti i comuni della zona». Per Livieri, però, ai nomadi vanno fatte richieste: «Si dovrebbe decidere quale di questi gruppi dovrebbe stanziarsi, o in quale periodo, e chiedere agli stessi nomadi di fare uno sforzo e gradualmente diventare stanziali, come è successo a Fiesso dove le famiglie si sono ben integrate e i figli frequentano le scuole del paese». (a.ab.)